lunedì 3 settembre 2012
BASTA PUZZA A FAENZA
Interpellanza Faenza 28-08-12
Faenza come Taranto?
Sign. Sindaco
Sono ancora una volta a portare in questa aula la protesta e la richiesta di comportamenti corretti per quello che riguarda la tutela della salute e dell’ambiente nella nostra città. Non è un caso che Faenza più che per la ceramica o i monumenti sia ricordata oramai in tutta Italia come la città della puzza. In questi giorni si è verificata una forte recrudescenza delle emissioni puzzolenti provenienti con grande probabilità dalla distilleria Tampieri e dalle sue attività ben conosciute da chi ha la sfortuna di abitare nelle vicinanze. Un tanfo incredibile si sta sprigionando dallo stabilimento accanto al casello autostradale : le numerose rimostranze ad Arpa, tra cui le mie ,non hanno sortito alcun effetto tant’è che ,pur finita l’afa dei giorni passati in grado di acuire il disagio , il fastidio e l’irritazione delle vie respiratorie non sono cessati, ma continuano in tutti coloro che sono sottoposti a quella che è un’autentica prepotenza quotidiana. Un odore acre ed insopportabile che anche nelle giornate di afa ,impedisce di aprire le finestre e che quando malauguratamente entra ristagna nelle stanze, è il compagno di vita di troppi cittadini dell’area centro nord. Se aggiungiamo poi che l’azienda aveva promesso a suon di articoli di stampa di investire per limitare il disagio, è oramai evidente la menzogna e la presa in giro rivolta a tutti i faentini , cittadini ed amministratori. Quella che per alcuni è un’opportunità di lavoro, per moltissimi altri è solo un fastidio fisico pesante con conseguenze dal punto di vista sanitario tutte da definire , senza contare il disdoro della città intera sbeffeggiata spesso per la insopportabile puzza sui media di rilevanza nazionale. Una condizione aggravata da troppi silenzi che non tengono conto del grave disagio e del pesante fastidio di una mezza città, da assenza di azioni da parte dell’amministrazione e degli enti preposti, mentre l’azienda continua a raccontare frottole e ad impestare l’area a nord della città. Una condizione ambientale grave, cui occorre rapidamente porre rimedio: anche in situazioni difficili come a Taranto la questione ambientale viene affrontata pur tra grandi problematiche, perché a Faenza non succede? Qual’è la motivazione di tanto colpevole immobilismo? Interrogo pertanto il Sindaco affinché intervenga per porre condizioni alle aziende responsabili del disagio ambientale e del fastidio fisico per consentire la vivibilità di una vasta area della città.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
FINISCONO ANCHE LE FIERE A FAENZA??
Interpellanza Faenza 22-08-12
Centro fieristico
Sign. Sindaco,
sono venuto a conoscenza di una lettera abbastanza contraddittoria a firma dell’ass. Savorani con cui si recita in sostanza che a seguito di verifiche tecniche il centro fieristico non sarà utilizzabile dal 12 dicembre p.v.
Ora è palese una contraddizione: se le verifiche tecniche sono state fatte perché fermarlo solo dal 12 dicembre? E quali sono i motivi per cui non è fruibile solo per alcune associazioni? Vi sono problemi strutturali o solo di adeguamento tecnico degli impianti? Nella lettera inviata non si specifica nulla si dice solo che dal 12 dicembre non sarà più a disposizione il centro fieristico. Interrogo pertanto l’amministrazione per conoscere i motivi e le tempistiche di soluzione di detti” problemi tecnici”e soprattutto per fare chiarezza sull’effettiva fruibilità del centro fieristico che ospiterà a breve manifestazioni molto frequentate.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
LA VERITA' SU ARGILLA'
Gruppo
Consiliare
Comune
di
F a e n z a
Premio Europa 1968
CAPOGRUPPO CONSILIARE
Gilberto Bucci
Faenza, 3 settembre 2012
Interpellanza
ARGILLÀ - IL RESOCONTO
Sig. Sindaco, si è conclusa l’edizione 2012 di Argillà.
Come di consueto è opportuno tracciare un bilancio dell’evento, tenuto conto che dai banchi dell’opposizione abbiamo sempre votato a favore della realizzazione di Argillà a Faenza.
Buona come al solito l’affluenza di pubblico negli orari di apertura, interessanti gli eventi collaterali realizzati dai faentini, ottima la collaborazione del MIC con eventi di qualità. Poi arrivano le situazioni critiche derivate dalla mancata fornitura dei box standard a tutti gli espositori per pretesi “risparmi”; da qui la disomogeneità degli stands e la mancata fornitura di energia elettrica richiesta invece da ben 102 espositori su 170 per consentire la prosecuzione dell’esposizione anche nelle ore serali. Il black out voluto alle 20,00 ha impedito la prosecuzione serale fino alle 23,00 creando sconcerto tra i numerosi visitatori accorsi soprattutto da città vicine memori dell’edizione 2010 ove ci fu un’importante cornice di pubblico fino alle ore piccole. Un errore costato, da calcoli approssimativi, non meno di 200.000 euro tra mancati acquisti e mancata frequentazione di esercizi.
Ma questa non è la questione più importante legata alla mancata fornitura degli stands; vi è un aspetto, sottovalutato da molti, che è quello della sicurezza. Mentre gli stands forniti erano ancorati da blocchi di cemento collegati da stringhe di tela a norma, gli stands fai da te erano spesso non ancorati a terra, altri erano bloccati in maniera artigianale da latte piene di acqua o sassi collegati da cordini di nylon. Un’immagine da fiera del formaggio più che da evento internazionale che andrebbe assolutamente evitata per il futuro, tenendo conto anche delle rigide disposizioni in materia di sicurezza chiaramente disattese. Fortunatamente che io sappia non è accaduto nulla in tal senso, nonostante le pessime previsioni meteo, il tempo ha tenuto e non ha messo alla prova la tenuta degli stands, ma non si può invocare lo stellone portafortuna in eterno.
Nell’attesa di conoscere il responsabile della sicurezza che si è accollato tutti i rischi e premesso che abbiamo sempre sostenuto che Argillà è una manifestazione internazionale di straordinario interesse per la città, interrogo l’Amministrazione per conoscere se nell’edizione 2014, che auspichiamo si realizzi, sono previsti atteggiamenti diversi da parte della Giunta evitando “risparmi” che tali non sono, che portano solo negatività e danno all’immagine della manifestazione e della città intera ed evidenti rischi per la sicurezza del pubblico e degli espositori.
(Gilberto Bucci)
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”
ARGILLA'! SENZA LUCE???
COMUNICATO STAMPA FAENZA 30-08-12
ARGILLA’ SENZA LUCE?
Era il 1967 quando i Dik –Dik estrassero una cover da un pezzo dei Procol Harum che ebbe un successo maggiore dell’originale : il titolo era appunto “Senza luce”. Chissà forse per bissare il successo del pezzo a Faenza in occasione di Argillà si è pensato bene di evitare di fornire corrente elettrica agli stand espositori con un risparmio di circa 20.000€, lasciandoli appunto senza luce. Ora c’è da chiedersi se per un evento che attira in città decine di migliaia di persone e che finora ha dato una immagine positiva della città per quale motivo si rischi di fare una figura da” barboni” per un risparmio esiguo nel contesto generale.
La chiusura serale degli stands sarà inevitabile ,perdendo la possibilità di esaminare i pezzi, nessuno ovviamente acquisterà nulla perdendo ore di esposizione ed occasioni. Invito pertanto gli organizzatori ad evitare una figuraccia di livello internazionale dando la possibilità agli espositori di svolgere appieno il loro lavoro.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
tiket lo paghiamo ma..
Interpellanza Faenza 16-08-12
Disagi in ospedale
Sign. Sindaco
provengono in maniera sempre più insistente da numerosi cittadini segnalazioni di un disagio nel momento in cui si apprestano a pagare il ticket sanitario per accedere alle prestazioni programmate. Le macchine riscuotitrici automatiche sono spesso rotte, la piccola filiale interna della banca tesoriera è insufficiente a far fronte alle necessità, i pazienti sono a volte dirottati alla palazzina 13 ove vi è un ‘altra macchina automatica che quando funziona deva sopportare insieme agli utenti lunghe file e disagi. E’ incomprensibile una così evidente mancanza di attenzione e sensibilità da parte della banca tesoriera: già per molti è difficile pagare ticket sempre più pesanti , se poi aggiungiamo il disagio, a volte il ritardo nel raggiungere gli ambulatori col rischio di perdere la prenotazione, credo di potere dipingere una condizione cui porre rapidamente riparo. Accade anche che i pazienti impossibilitati a pagare si presentino agli ambulatori senza il tagliando; solo grazie alla comprensione del personale si eroga la prestazione con il pagamento esibito al ritiro del referto. E’ una disfunzione grave le cui motivazioni sono incomprensibili ed a cui occorre porre rapidamente rimedio per evitare disagi a pazienti ed operatori, per cui interrogo il Sindaco affinché intervenga per porre fine al problema.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
giovedì 5 aprile 2012
solita riduzione dei servizi sanitari a Faenza??
Interpellanza
Villa Agnesina
Sign. Sindaco,
sembra giunta alla parola fine l’iniziativa nata dall’Asp in collaborazione con la Cooperativa In Cammino, di dare anche alla città di Faenza il servizio di Hospice. Attualmente gestito dalla Fondazione che porta il suo nome, l’Hospice Villa Agnesina ha goduto in questi anni di una convenzione con l’ASL di Ravenna per 15 posti letto, utilizzata a livelli bassi (non più del 40%) che non ha permesso l’ottimale utilizzo della struttura , aggravando la situazione finanziaria già precaria per altri motivi. Non si capisce pertanto il motivo per cui gran parte dei possibili utenti faentini siano stati dirottati addirittura a Castel San Pietro a 20 km di distanza con inevitabili disagi, pur avendo una struttura modernissima a 3 km dalla piazza di Faenza! Gli esiti di tali scelte sono state drammatiche per il bilancio della fondazione per cui al termine del periodo di sperimentazione è difficile se non impossibile dire che l’iniziativa si sostiene economicamente e,ai sensi della Lr,623 DEL 9-12-2004 dovrà avere un’altra gestione. Considerando l’atteggiamento a dir poco incomprensibile da parte della direzione ASL nei confronti dell’ importante servizio in oggetto ed in generale sui servizi sanitari sul territorio faentino ,interrogo l’Amministrazione Comunale affinché:
chieda ragione di tale comportamento ,
si faccia portatrice di un’azione volta a preservare il patrimonio ASP,
tuteli gli operatori formati dalla cooperativa In Cammino,
con urgenza, definisca i canoni di mantenimento di un servizio di assoluta importanza per la città di Faenza.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Villa Agnesina
Sign. Sindaco,
sembra giunta alla parola fine l’iniziativa nata dall’Asp in collaborazione con la Cooperativa In Cammino, di dare anche alla città di Faenza il servizio di Hospice. Attualmente gestito dalla Fondazione che porta il suo nome, l’Hospice Villa Agnesina ha goduto in questi anni di una convenzione con l’ASL di Ravenna per 15 posti letto, utilizzata a livelli bassi (non più del 40%) che non ha permesso l’ottimale utilizzo della struttura , aggravando la situazione finanziaria già precaria per altri motivi. Non si capisce pertanto il motivo per cui gran parte dei possibili utenti faentini siano stati dirottati addirittura a Castel San Pietro a 20 km di distanza con inevitabili disagi, pur avendo una struttura modernissima a 3 km dalla piazza di Faenza! Gli esiti di tali scelte sono state drammatiche per il bilancio della fondazione per cui al termine del periodo di sperimentazione è difficile se non impossibile dire che l’iniziativa si sostiene economicamente e,ai sensi della Lr,623 DEL 9-12-2004 dovrà avere un’altra gestione. Considerando l’atteggiamento a dir poco incomprensibile da parte della direzione ASL nei confronti dell’ importante servizio in oggetto ed in generale sui servizi sanitari sul territorio faentino ,interrogo l’Amministrazione Comunale affinché:
chieda ragione di tale comportamento ,
si faccia portatrice di un’azione volta a preservare il patrimonio ASP,
tuteli gli operatori formati dalla cooperativa In Cammino,
con urgenza, definisca i canoni di mantenimento di un servizio di assoluta importanza per la città di Faenza.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
incredibile!!
Interpellanza
Inquinamento del sottosuolo.
Sign. Sindaco, da qualche tempo appaiono sulla stampa locale alcuni articoli che danno notizia di un gravissimo inquinamento delle falde acquifere in una vasta zona a nord ovest della città nella cosiddetta vecchia zona industriale . Atteso che dai rilievi ARPA ed ASL si certifica che le falde sono inquinate in profondità da sostanze tossiche come clorurati ed idrocarburi con effetti cancerogeni sulle popolazioni esposte , e vista la vastità della zona interessata, è da considerare come forte probabilità la presenza di dolo nell’accaduto attraverso iniezioni di queste sostanze nei pozzi artesiani. Considerata la gravità dell’emergenza ed i rischi per la popolazione esposta interrogo per conoscere:
i provvedimenti presi a tutela della salute pubblica,
se di questo grave fatto sia stato informati il NOE dei Carabinieri,
se il Comune di Faenza abbia presentato denuncia dell’accaduto presso le autorità giudiziarie,
se la Procura della Repubblica abbia aperto un’indagine per scoprire le responsabilità di quello che si configura come un attentato alla salute pubblica,
se è stata identificata l’area interessata dall’inquinamento ed il probabile punto di scarico di dette sostanze tossiche.
Al di là dei provvedimenti che si prenderanno rimane l’amarezza di vedere la nostra città vittima un atto vile e barbaro.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Inquinamento del sottosuolo.
Sign. Sindaco, da qualche tempo appaiono sulla stampa locale alcuni articoli che danno notizia di un gravissimo inquinamento delle falde acquifere in una vasta zona a nord ovest della città nella cosiddetta vecchia zona industriale . Atteso che dai rilievi ARPA ed ASL si certifica che le falde sono inquinate in profondità da sostanze tossiche come clorurati ed idrocarburi con effetti cancerogeni sulle popolazioni esposte , e vista la vastità della zona interessata, è da considerare come forte probabilità la presenza di dolo nell’accaduto attraverso iniezioni di queste sostanze nei pozzi artesiani. Considerata la gravità dell’emergenza ed i rischi per la popolazione esposta interrogo per conoscere:
i provvedimenti presi a tutela della salute pubblica,
se di questo grave fatto sia stato informati il NOE dei Carabinieri,
se il Comune di Faenza abbia presentato denuncia dell’accaduto presso le autorità giudiziarie,
se la Procura della Repubblica abbia aperto un’indagine per scoprire le responsabilità di quello che si configura come un attentato alla salute pubblica,
se è stata identificata l’area interessata dall’inquinamento ed il probabile punto di scarico di dette sostanze tossiche.
Al di là dei provvedimenti che si prenderanno rimane l’amarezza di vedere la nostra città vittima un atto vile e barbaro.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
inefficenza!!
INTERPELLANZA
ARCHIVIO BARBIANO
Sign. Sindaco, capita a volte ai faentini di dovere reperire pratiche relative all’attività passata degli uffici comunali. Mille possono essere i motivi, ma una cosa capita a tutti : se la pratica o il documento sono custoditi presso l’archivio di Barbiano gestito dalla cooperativa Plurima, i tempi per il reperimento e la consegna diventano biblici. In sostanza dalla richiesta del documento fino alla consegna può passare tranquillamente un mese ,tempo inaccettabile se si pensa che magari quel documento è necessario per procedere in altre pratiche e tutto viene bloccato dalla inefficienza di chi gestisce l’archivio per conto del Comune di Faenza. La situazione è nota da tempo, le proteste specialmente da parte dei professionisti pure, ma nessuno mette mano alla situazione con patti più stringenti e penali automatiche in caso di mancato rispetto degli accordi.
Interrogo l’Amministrazione Comunale per conoscere se vi è l’intenzione di intervenire per rendere efficiente un servizio che non funziona.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
ARCHIVIO BARBIANO
Sign. Sindaco, capita a volte ai faentini di dovere reperire pratiche relative all’attività passata degli uffici comunali. Mille possono essere i motivi, ma una cosa capita a tutti : se la pratica o il documento sono custoditi presso l’archivio di Barbiano gestito dalla cooperativa Plurima, i tempi per il reperimento e la consegna diventano biblici. In sostanza dalla richiesta del documento fino alla consegna può passare tranquillamente un mese ,tempo inaccettabile se si pensa che magari quel documento è necessario per procedere in altre pratiche e tutto viene bloccato dalla inefficienza di chi gestisce l’archivio per conto del Comune di Faenza. La situazione è nota da tempo, le proteste specialmente da parte dei professionisti pure, ma nessuno mette mano alla situazione con patti più stringenti e penali automatiche in caso di mancato rispetto degli accordi.
Interrogo l’Amministrazione Comunale per conoscere se vi è l’intenzione di intervenire per rendere efficiente un servizio che non funziona.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
venerdì 24 febbraio 2012
Gruppo
Consiliare
Comune
di
F a e n z a
Premio Europa 1968
CAPOGRUPPO CONSILIARE
Gilberto Bucci
Faenza, 23 febbraio 2012
Comunicato stampa
PIANO SOSTA: ALTRO SPRECO
Apprendo da notizie di stampa che per la realizzazione del piano sosta è stato previsto uno stanziamento di cifre importanti.
Dopo aver ricevuto per tutta la legislatura la medesima risposta a qualsiasi domanda o proposta, vale a dire: “non ci sono soldi”, improvvisamente spuntano dal cilindro finanziamenti atti a realizzare un progetto osteggiato da gran parte dei faentini perché crea disparità, spese ulteriori per le famiglie, problemi alle attività commerciali e l’abbandono a se stesso del centro storico.
Vi sono in questa Amministrazione evidenti peccati di gioventù, qualche ingenuità anche comprensibile, ma nella decisione presa sul piano sosta si è superato il limite. Consultazioni approssimative, disagi sottovalutati o negati, per giungere ad una scelta non necessaria per la città e motivata solo da motivazioni ideologiche che nulla hanno a che fare con le relazioni predisposte dai tecnici del Comune a soluzione della questione parcheggi in centro storico.
Una buona Amministrazione, a mio avviso, dovrebbe prolungare la consultazione almeno per un altro anno valutando diversi progetti e soluzioni e, nel frattempo, destinare le somme a capitoli più urgenti come il rifacimento delle strade dissestate sia da scarsa manutenzione prima, sia dagli eventi meteorologici di questo febbraio 2012 ora. Mi auguro che nel dibattito che si riapre a breve ci sia una maggiore percezione della realtà faentina. Le strade della città intanto sono in gran parte scassate, la loro riparazione è una priorità; certo non lo è il piano sosta.
(Gilberto Bucci)
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”
Consiliare
Comune
di
F a e n z a
Premio Europa 1968
CAPOGRUPPO CONSILIARE
Gilberto Bucci
Faenza, 23 febbraio 2012
Comunicato stampa
PIANO SOSTA: ALTRO SPRECO
Apprendo da notizie di stampa che per la realizzazione del piano sosta è stato previsto uno stanziamento di cifre importanti.
Dopo aver ricevuto per tutta la legislatura la medesima risposta a qualsiasi domanda o proposta, vale a dire: “non ci sono soldi”, improvvisamente spuntano dal cilindro finanziamenti atti a realizzare un progetto osteggiato da gran parte dei faentini perché crea disparità, spese ulteriori per le famiglie, problemi alle attività commerciali e l’abbandono a se stesso del centro storico.
Vi sono in questa Amministrazione evidenti peccati di gioventù, qualche ingenuità anche comprensibile, ma nella decisione presa sul piano sosta si è superato il limite. Consultazioni approssimative, disagi sottovalutati o negati, per giungere ad una scelta non necessaria per la città e motivata solo da motivazioni ideologiche che nulla hanno a che fare con le relazioni predisposte dai tecnici del Comune a soluzione della questione parcheggi in centro storico.
Una buona Amministrazione, a mio avviso, dovrebbe prolungare la consultazione almeno per un altro anno valutando diversi progetti e soluzioni e, nel frattempo, destinare le somme a capitoli più urgenti come il rifacimento delle strade dissestate sia da scarsa manutenzione prima, sia dagli eventi meteorologici di questo febbraio 2012 ora. Mi auguro che nel dibattito che si riapre a breve ci sia una maggiore percezione della realtà faentina. Le strade della città intanto sono in gran parte scassate, la loro riparazione è una priorità; certo non lo è il piano sosta.
(Gilberto Bucci)
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”
venerdì 3 febbraio 2012
sanità la storia infinita!
COMUNICATO STAMPA
FAENZA 23-01- 2012
Sanità : bene il nuovo Pronto Soccorso, ora serve il personale
In Consiglio Comunale approda stasera la delibera con cui si va a derogare dal PRG per realizzare il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale per gli Infermi di Faenza. E’ un investimento importante da noi auspicato da molti anni , vi sarà un adeguamento strutturale con un ampliamento fino a circa 1000mq, dando la possibilità di avere una struttura finalmente adeguata alle esigenze di un bacino di utenza che va fino allo spartiacque appenninico in Toscana. Il gruppo LTF-UDC voterà favorevolmente la delibera , ma va sottolineata l’esigenza di adeguare la dotazione di personale dedicata al Pronto Soccorso. A poco serviranno locali nuovi ed attrezzature moderne se non vi sarà personale a sufficienza a farle funzionare. Il servizio di emergenza rivolto agli utenti deve essere fatto da personale: se non vi sarà l’adeguamento le file e le attese non diminuiranno, senza contare il problema della vigilanza e della sicurezza sempre presente in strutture di pronto soccorso. Chiediamo al Sindaco quindi di attivarsi affinché il nuovo importante investimento indispensabile all’intero comprensorio faentino e non solo non venga vanificato dalla carenza di personale: da qui al 2015 probabile termine dei lavori , il tempo per un ‘azione nei confronti della direzione sanitaria c’è tutto.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
FAENZA 23-01- 2012
Sanità : bene il nuovo Pronto Soccorso, ora serve il personale
In Consiglio Comunale approda stasera la delibera con cui si va a derogare dal PRG per realizzare il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale per gli Infermi di Faenza. E’ un investimento importante da noi auspicato da molti anni , vi sarà un adeguamento strutturale con un ampliamento fino a circa 1000mq, dando la possibilità di avere una struttura finalmente adeguata alle esigenze di un bacino di utenza che va fino allo spartiacque appenninico in Toscana. Il gruppo LTF-UDC voterà favorevolmente la delibera , ma va sottolineata l’esigenza di adeguare la dotazione di personale dedicata al Pronto Soccorso. A poco serviranno locali nuovi ed attrezzature moderne se non vi sarà personale a sufficienza a farle funzionare. Il servizio di emergenza rivolto agli utenti deve essere fatto da personale: se non vi sarà l’adeguamento le file e le attese non diminuiranno, senza contare il problema della vigilanza e della sicurezza sempre presente in strutture di pronto soccorso. Chiediamo al Sindaco quindi di attivarsi affinché il nuovo importante investimento indispensabile all’intero comprensorio faentino e non solo non venga vanificato dalla carenza di personale: da qui al 2015 probabile termine dei lavori , il tempo per un ‘azione nei confronti della direzione sanitaria c’è tutto.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
la verità prima o poi arriva!
L’UNIVERSITA’ DELLE FROTTOLE
Chi ha buona memoria ricorderà con quanta supponenza, qualche anno fa, la passata amministrazione comunale presentò il progetto universitario legato al riutilizzo degli ex salesiani di Faenza. Ci ammannirono di grandi discorsi, fumosi progetti: una tavola imbandita di ogni grande progetto culturale e didattico legato all’universo mondo. Ci parlarono del museo del mare, del corso universitario legato alla diplomazia balcanica di cui molto a spese del contribuente faentino per un complessivo di trenta!! (30) milioni di €uro circa. Alle nostre rimostranze circa l’evidente fumosità del progetto ,la mancanza di un planing relativo al rientro economico ed alle destinazioni precise dei fondi,ci tacciarono di ignoranza e scarsa visuale verso gli alti destini della città così “sapientemente” guidata tant’è che pur ,contro ogni ragionevole dubbio,la maggioranza di sinistra approvò a tambur battente la delibera sicura di avere in pugno la gloria. A distanza di pochi anni dopo la materializzazione della scarsa prospettiva del progetto iniziale ed un ‘iniezione di raziocinio, è da poco arrivata in Consiglio Comunale una delibera con cui sostanzialmente si elimina tutta la parte da noi sempre definita “fumosa” o fantasiosa lasciando in piedi solo ciò che è concreto e tangibile. La delibera che ci da ragione è stata votata tranquillamente anche da quei consiglieri di maggioranza presenti nella passata legislatura senza battere ciglio pur sapendo di avere sostenuto poco tempo fa l’esatto contrario; ora a me non interessano facili recriminazioni mi interessa sapere solo quanto è costato alle finanze comunali questo “ esperimento” che con più buon senso e più umiltà si sarebbe potuto evitare.
Lo stesso ragionamento sono a farlo per l’unione dei comuni appena partita: prima di tutto per l’anomalia di unire un Comune di 60.000 abitanti con altri cinque di piccole dimensioni alcuni di questi già uniti nella gestione della ex comunità montana, con un diverso conferimento di funzioni ed una organizzazione amministrativa ancora tutta da definire. In questa condizione i pur validi funzionari delle amministrazioni associate sono in difficoltà a far partire una macchina così articolata e complessa che deve essere efficiente e dare risposte ad esigenze e realtà così diverse. La nostra proposta di dare vita ad una condizione più snella e meno intrecciata, attraverso la realizzazione di un’associazione tra comuni solo per alcune funzioni specifiche, non è stata ovviamente presa in considerazione: la mia impressione è che anche in questo caso il tempo ci darà ragione. Ovviamente daremo il nostro contributo affinché il denaro pubblico venga ben utilizzato e si arrivi ad un funzionamento accettabile ,ma visti i precedenti lo scetticismo è d’obbligo.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Chi ha buona memoria ricorderà con quanta supponenza, qualche anno fa, la passata amministrazione comunale presentò il progetto universitario legato al riutilizzo degli ex salesiani di Faenza. Ci ammannirono di grandi discorsi, fumosi progetti: una tavola imbandita di ogni grande progetto culturale e didattico legato all’universo mondo. Ci parlarono del museo del mare, del corso universitario legato alla diplomazia balcanica di cui molto a spese del contribuente faentino per un complessivo di trenta!! (30) milioni di €uro circa. Alle nostre rimostranze circa l’evidente fumosità del progetto ,la mancanza di un planing relativo al rientro economico ed alle destinazioni precise dei fondi,ci tacciarono di ignoranza e scarsa visuale verso gli alti destini della città così “sapientemente” guidata tant’è che pur ,contro ogni ragionevole dubbio,la maggioranza di sinistra approvò a tambur battente la delibera sicura di avere in pugno la gloria. A distanza di pochi anni dopo la materializzazione della scarsa prospettiva del progetto iniziale ed un ‘iniezione di raziocinio, è da poco arrivata in Consiglio Comunale una delibera con cui sostanzialmente si elimina tutta la parte da noi sempre definita “fumosa” o fantasiosa lasciando in piedi solo ciò che è concreto e tangibile. La delibera che ci da ragione è stata votata tranquillamente anche da quei consiglieri di maggioranza presenti nella passata legislatura senza battere ciglio pur sapendo di avere sostenuto poco tempo fa l’esatto contrario; ora a me non interessano facili recriminazioni mi interessa sapere solo quanto è costato alle finanze comunali questo “ esperimento” che con più buon senso e più umiltà si sarebbe potuto evitare.
Lo stesso ragionamento sono a farlo per l’unione dei comuni appena partita: prima di tutto per l’anomalia di unire un Comune di 60.000 abitanti con altri cinque di piccole dimensioni alcuni di questi già uniti nella gestione della ex comunità montana, con un diverso conferimento di funzioni ed una organizzazione amministrativa ancora tutta da definire. In questa condizione i pur validi funzionari delle amministrazioni associate sono in difficoltà a far partire una macchina così articolata e complessa che deve essere efficiente e dare risposte ad esigenze e realtà così diverse. La nostra proposta di dare vita ad una condizione più snella e meno intrecciata, attraverso la realizzazione di un’associazione tra comuni solo per alcune funzioni specifiche, non è stata ovviamente presa in considerazione: la mia impressione è che anche in questo caso il tempo ci darà ragione. Ovviamente daremo il nostro contributo affinché il denaro pubblico venga ben utilizzato e si arrivi ad un funzionamento accettabile ,ma visti i precedenti lo scetticismo è d’obbligo.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
domenica 20 novembre 2011
L’Italia domani
In questi giorni convulsi abbiamo assistito alle dimissioni del Presidente del Consiglio, senza la procedura del voto di sfiducia della Camera dei Deputati. Il Presidente Berlusconi si è semplicemente reso conto della fine del suo ciclo politico, superato da questioni di tale gravità da mettere in serio dubbio il futuro dell’economia nazionale. Molto del problema europeo nasce dalla fibrillazione delle banche internazionali creatrici di un’economia virtuale che diventa reale nelle tasche dei cittadini europei chiamati a pagare debiti altrui attraverso meccanismi possibili in un’economia mondiale senza regole. Tutti abbiamo assistito a convegni nell’imminenza dei primi crac delle banche americane: tutti a parlare di regole e di doveri della finanza internazionale, poi nel silenzio colpevole di tutti, la speculazione è semplicemente continuata mettendo in crisi stati interi con economie più deboli e sistemi sociali più fragili. Basteranno i cambi di governo invocati dalla signora Lagarde responsabile del Fondo Monetario Internazionale? Probabilmente no se non cambierà la cultura del fare economia e se non ci saranno regole precise sul money trading. Deve passare la convinzione sturziana che l’economia senza etica è diseconomia, che non possono esistere due morali una pubblica magari immacolata ed una privata laida e corrotta, e che senza un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la classe politica nel senso più alto del servizio al prossimo, difficilmente qualsiasi soluzione è risolutiva. Certo l’ormai passato premier con la sua corte dei miracoli e le sue lupanare non era il miglior esempio in tal senso , ma in questi ultimi 17 anni circa 8 hanno visto la sinistra al governo e le cose non è che siano cambiate di tanto….. con baruffe e divisioni inconciliabili. Oggi dobbiamo guardare avanti senza farci irretire dal passato: consegnare il Paese e l’Europa alle Banche non è la soluzione migliore,quindi dobbiamo vigilare con la massima attenzione, invocando insieme un cambio etico e culturale nell’approccio all’economia.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
In questi giorni convulsi abbiamo assistito alle dimissioni del Presidente del Consiglio, senza la procedura del voto di sfiducia della Camera dei Deputati. Il Presidente Berlusconi si è semplicemente reso conto della fine del suo ciclo politico, superato da questioni di tale gravità da mettere in serio dubbio il futuro dell’economia nazionale. Molto del problema europeo nasce dalla fibrillazione delle banche internazionali creatrici di un’economia virtuale che diventa reale nelle tasche dei cittadini europei chiamati a pagare debiti altrui attraverso meccanismi possibili in un’economia mondiale senza regole. Tutti abbiamo assistito a convegni nell’imminenza dei primi crac delle banche americane: tutti a parlare di regole e di doveri della finanza internazionale, poi nel silenzio colpevole di tutti, la speculazione è semplicemente continuata mettendo in crisi stati interi con economie più deboli e sistemi sociali più fragili. Basteranno i cambi di governo invocati dalla signora Lagarde responsabile del Fondo Monetario Internazionale? Probabilmente no se non cambierà la cultura del fare economia e se non ci saranno regole precise sul money trading. Deve passare la convinzione sturziana che l’economia senza etica è diseconomia, che non possono esistere due morali una pubblica magari immacolata ed una privata laida e corrotta, e che senza un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la classe politica nel senso più alto del servizio al prossimo, difficilmente qualsiasi soluzione è risolutiva. Certo l’ormai passato premier con la sua corte dei miracoli e le sue lupanare non era il miglior esempio in tal senso , ma in questi ultimi 17 anni circa 8 hanno visto la sinistra al governo e le cose non è che siano cambiate di tanto….. con baruffe e divisioni inconciliabili. Oggi dobbiamo guardare avanti senza farci irretire dal passato: consegnare il Paese e l’Europa alle Banche non è la soluzione migliore,quindi dobbiamo vigilare con la massima attenzione, invocando insieme un cambio etico e culturale nell’approccio all’economia.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Interpellanza
Faenza 18-11-11
Dopo il tribunale, i servizi sanitari anche le scuole aggregate a Ravenna?
Sign. Sindaco ,è di questi giorni la notizia che nel quadro delle decisioni del Ministero dell’Istruzione, il Liceo Artistico Ballardini deve essere accorpato ad altro istituto. Oggi le ipotesi in campo sono sostanzialmente due :una è quella dell’accorpamento al Liceo Torricelli che vede una vasta platea di opinioni favorevoli, l’altra quella di accorpamento al Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna.
I Dirigenti scolastici coinvolti sostengono con forza l’ipotesi faentina per ovvi motivi,resta da definire il parere di Provincia e Comune di Faenza in merito alla questione.
Forti sono le motivazioni per il mantenimento della dirigenza scolastica in città e non solo per motivi strettamente logistici, soprattutto per la possibilità di realizzare un polo liceale di altissima qualità in città con riflessi positivi sul futuro del liceo Ballardini di Faenza.
L’accorpamento a Ravenna snaturerebbe l’essenza del Liceo legato da sempre alla tradizione artistica faentina con evidenti problemi di gestione slegata dalla realtà faentina propria della tradizione ceramica.
Interrogo pertanto il Sindaco per conoscere la posizione della Giunta faentina in merito alla vicenda e l’interrogo altresì per conoscere le azioni previste per mantenere in città la Direzione di un Liceo Artistico prestigioso come il Ballardini.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Faenza 18-11-11
Dopo il tribunale, i servizi sanitari anche le scuole aggregate a Ravenna?
Sign. Sindaco ,è di questi giorni la notizia che nel quadro delle decisioni del Ministero dell’Istruzione, il Liceo Artistico Ballardini deve essere accorpato ad altro istituto. Oggi le ipotesi in campo sono sostanzialmente due :una è quella dell’accorpamento al Liceo Torricelli che vede una vasta platea di opinioni favorevoli, l’altra quella di accorpamento al Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna.
I Dirigenti scolastici coinvolti sostengono con forza l’ipotesi faentina per ovvi motivi,resta da definire il parere di Provincia e Comune di Faenza in merito alla questione.
Forti sono le motivazioni per il mantenimento della dirigenza scolastica in città e non solo per motivi strettamente logistici, soprattutto per la possibilità di realizzare un polo liceale di altissima qualità in città con riflessi positivi sul futuro del liceo Ballardini di Faenza.
L’accorpamento a Ravenna snaturerebbe l’essenza del Liceo legato da sempre alla tradizione artistica faentina con evidenti problemi di gestione slegata dalla realtà faentina propria della tradizione ceramica.
Interrogo pertanto il Sindaco per conoscere la posizione della Giunta faentina in merito alla vicenda e l’interrogo altresì per conoscere le azioni previste per mantenere in città la Direzione di un Liceo Artistico prestigioso come il Ballardini.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Emendamenti piano sosta
Questi emendamenti partono dalla esigenza di attenuare le rigidità proposte dal piano sosta così come presentato dalla Giunta.
1)conservare spazi nel centro storico (cs) adibiti alla sosta a disco orario gratuito. Nasce dall’esigenza di mettere a proprio agio il cittadino che deve sbrigare pratiche o fare acquisti in cs e per dare simili condizioni di accesso e concorrenza agli esercizi del cs nei confronti dei centri commerciali.
2) liberare la piazza delle Erbe dal mercato tutti i giorni valutando lo spostamento delle bancarelle lungo i corsi cittadini fino ai fittoni con un diverso arredamento urbano per rivitalizzare il cs. Messa a pagamento di tutta la piazza delle Erbe per consentire sempre un accesso possibile al cs. E’ una soluzione difficile soprattutto per la probabile ostilità degli ambulanti da sempre restii a cambiare posizione, ma avrebbe l’indubbio vantaggio di liberare un ‘area a parcheggio nel cuore della città, il pagamento poi favorirebbe il ricambio in uno dei parcheggi più grandi della città.
3) studio di fattibilità per l’utilizzo degli ex salesiani per lo sfruttamento a parcheggio della superficie e del sottosuolo che si presta ad essere utilizzato in tal senso. Occorre vi sia la disponibilità anche da parte di privati a mettere in campo un progetto per lo sfruttamento al servizio della città della grande area ex salesiani :sarebbe un ‘opportunità significativa per i residenti del cs e per l’accesso al cs stesso da parte di tutti.
4) eliminazione della gabella per residenti in cs oggi costretti a pagare 80 € per la prima macchina e 120€ per la seconda, creando un disincentivo forte alla residenza in cs , provocando insieme alle altre limitazioni il probabile abbandono della residenza in cs.
5) c’è uno sforzo per incentivare l’uso delle biciclette già ampiamente utilizzate dai faentini, occorre però adeguare tutta la segnaletica ai semafori e negli incroci tra le strade trafficate e le piste ciclabili come avviene in molte città limitrofe ove esiste una segnaletica dedicata alle biciclette.
Questo piano della sosta soffre di una contaminazione ideologica in voga negli anni ’80 in cui si voleva pedonalizzare tutto, in realtà si è visto con ciò il progressivo trasferimento di moltissime attività in periferia svuotando i cs, specialmente quelli più piccoli ove vi fosse magari un servizio di trasporto pubblico carente. Oggi , specialmente in città come Faenza che non hanno drammatici problemi di traffico o sosta, con sofferenze limitate a pochi periodi della giornata, occorre a mio avviso apportare solo piccole correzioni senza stravolgere un impianto che sostanzialmente funziona almeno per il cs. Diversa è la situazione per la periferia ove oramai è palese la carenza relativa alla circonvallazione da est a nord della città.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Questi emendamenti partono dalla esigenza di attenuare le rigidità proposte dal piano sosta così come presentato dalla Giunta.
1)conservare spazi nel centro storico (cs) adibiti alla sosta a disco orario gratuito. Nasce dall’esigenza di mettere a proprio agio il cittadino che deve sbrigare pratiche o fare acquisti in cs e per dare simili condizioni di accesso e concorrenza agli esercizi del cs nei confronti dei centri commerciali.
2) liberare la piazza delle Erbe dal mercato tutti i giorni valutando lo spostamento delle bancarelle lungo i corsi cittadini fino ai fittoni con un diverso arredamento urbano per rivitalizzare il cs. Messa a pagamento di tutta la piazza delle Erbe per consentire sempre un accesso possibile al cs. E’ una soluzione difficile soprattutto per la probabile ostilità degli ambulanti da sempre restii a cambiare posizione, ma avrebbe l’indubbio vantaggio di liberare un ‘area a parcheggio nel cuore della città, il pagamento poi favorirebbe il ricambio in uno dei parcheggi più grandi della città.
3) studio di fattibilità per l’utilizzo degli ex salesiani per lo sfruttamento a parcheggio della superficie e del sottosuolo che si presta ad essere utilizzato in tal senso. Occorre vi sia la disponibilità anche da parte di privati a mettere in campo un progetto per lo sfruttamento al servizio della città della grande area ex salesiani :sarebbe un ‘opportunità significativa per i residenti del cs e per l’accesso al cs stesso da parte di tutti.
4) eliminazione della gabella per residenti in cs oggi costretti a pagare 80 € per la prima macchina e 120€ per la seconda, creando un disincentivo forte alla residenza in cs , provocando insieme alle altre limitazioni il probabile abbandono della residenza in cs.
5) c’è uno sforzo per incentivare l’uso delle biciclette già ampiamente utilizzate dai faentini, occorre però adeguare tutta la segnaletica ai semafori e negli incroci tra le strade trafficate e le piste ciclabili come avviene in molte città limitrofe ove esiste una segnaletica dedicata alle biciclette.
Questo piano della sosta soffre di una contaminazione ideologica in voga negli anni ’80 in cui si voleva pedonalizzare tutto, in realtà si è visto con ciò il progressivo trasferimento di moltissime attività in periferia svuotando i cs, specialmente quelli più piccoli ove vi fosse magari un servizio di trasporto pubblico carente. Oggi , specialmente in città come Faenza che non hanno drammatici problemi di traffico o sosta, con sofferenze limitate a pochi periodi della giornata, occorre a mio avviso apportare solo piccole correzioni senza stravolgere un impianto che sostanzialmente funziona almeno per il cs. Diversa è la situazione per la periferia ove oramai è palese la carenza relativa alla circonvallazione da est a nord della città.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Comunicato stampa Faenza 01-11-11
PIANO SOSTA: UNA SCELTA IDEOLOGICA
E’ prevista per un prossimo consiglio comunale la discussione e la votazione definitiva del nuovo piano della sosta che è oggetto di discussione e forte critica da parte di molti concittadini. Alcuni elementi vanno valutati per dare ulteriori elementi di discussione, il primo si evince dall’indagine sullo stato attuale che evidenzia una condizione di lieve sofferenza solo in alcune ore della giornata e non tale da giustificare un ‘azione di stile “talebano” come si vuole proporre. Il ridurre il parcheggio a Faenza in centro storico ad esclusivo pagamento è una forzatura che saturerà le aree esterne e finirà per ridurre gli accessi ,quindi le attività e la vita del centro in cui grazie ad politica di disincentivazione stanno chiudendo attività commerciali “storiche” da sempre riferimento per i consumatori. Se sommiamo poi la ( casuale???) concomitanza dell’incentivazione commerciale della cittadella dello shopping nelle adiacenze puzzolenti dell’A14, il quadro per il futuro del centro storico è decisamente oscuro. Non basteranno iniziative promozionali se l’offerta commerciale sarà sempre più limitata ed incapace di sostenere la concorrenza, per prefigurare condizioni di miglioramento occorrono idee nuove non la riproposizione di progetti pseudo ambientalisti: ricordo che per molte volte nel corso dell’anno passato i giorni senz’auto sono stati quelli in cui le centraline hanno rilevato maggiori concentrazioni di polveri! Un dato incomprensibile su cui riflettere! A mio avviso non c’era bisogno di un piano di matrice ideologica pieno di contraddizioni, bastavano pochi aggiustamenti razionali per eliminare anche quei momenti di difficile reperibilità dei posti auto, senza penalizzare i residenti con nuove gabelle , gli anziani ,ormai maggioranza nella popolazione ,in difficoltà a compiere lunghi tragitti a piedi, le attività del centro storico che in molte optano per la chiusura.
Di fronte a nuove limitazioni vengono riproposte “novità” vecchie di almeno vent’anni che ovviamente non saranno realizzate per almeno altri vent’anni: lo spostamento della caserma dei vigili del fuoco, lo spostamento dello scalo merci e la ricollocazione della stazione delle corriere per ricavare colà nuovi posti auto , tengono banco da lustri nei programmi di tutti, ma non si procede. Nulla di nuovo quindi, solo la volontà pervicace di proporre roboanti novità senza tenere conto delle esigenze della città. Si poteva a mio avviso destinare a parcheggio a pagamento fruibile tutti i giorni la Piazza delle Erbe , spostando il mercato ambulante lungo i corsi almeno per tre giorni alla settimana, soluzione non priva di difficoltà ma che avrebbe permesso un accesso più semplice al centro, si poteva utilizzare l’immenso sotterraneo degli ex Salesiani per ricavare garages da affittare o vendere ai residenti per lasciare più spazio a chi arriva in città da fuori, ma nessuna di queste idee è emersa neanche come studio di fattibilità. Un invito all’Assessore ed al Sindaco , se non hanno idee nuove, almeno ascoltino di più i cittadini!
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
PIANO SOSTA: UNA SCELTA IDEOLOGICA
E’ prevista per un prossimo consiglio comunale la discussione e la votazione definitiva del nuovo piano della sosta che è oggetto di discussione e forte critica da parte di molti concittadini. Alcuni elementi vanno valutati per dare ulteriori elementi di discussione, il primo si evince dall’indagine sullo stato attuale che evidenzia una condizione di lieve sofferenza solo in alcune ore della giornata e non tale da giustificare un ‘azione di stile “talebano” come si vuole proporre. Il ridurre il parcheggio a Faenza in centro storico ad esclusivo pagamento è una forzatura che saturerà le aree esterne e finirà per ridurre gli accessi ,quindi le attività e la vita del centro in cui grazie ad politica di disincentivazione stanno chiudendo attività commerciali “storiche” da sempre riferimento per i consumatori. Se sommiamo poi la ( casuale???) concomitanza dell’incentivazione commerciale della cittadella dello shopping nelle adiacenze puzzolenti dell’A14, il quadro per il futuro del centro storico è decisamente oscuro. Non basteranno iniziative promozionali se l’offerta commerciale sarà sempre più limitata ed incapace di sostenere la concorrenza, per prefigurare condizioni di miglioramento occorrono idee nuove non la riproposizione di progetti pseudo ambientalisti: ricordo che per molte volte nel corso dell’anno passato i giorni senz’auto sono stati quelli in cui le centraline hanno rilevato maggiori concentrazioni di polveri! Un dato incomprensibile su cui riflettere! A mio avviso non c’era bisogno di un piano di matrice ideologica pieno di contraddizioni, bastavano pochi aggiustamenti razionali per eliminare anche quei momenti di difficile reperibilità dei posti auto, senza penalizzare i residenti con nuove gabelle , gli anziani ,ormai maggioranza nella popolazione ,in difficoltà a compiere lunghi tragitti a piedi, le attività del centro storico che in molte optano per la chiusura.
Di fronte a nuove limitazioni vengono riproposte “novità” vecchie di almeno vent’anni che ovviamente non saranno realizzate per almeno altri vent’anni: lo spostamento della caserma dei vigili del fuoco, lo spostamento dello scalo merci e la ricollocazione della stazione delle corriere per ricavare colà nuovi posti auto , tengono banco da lustri nei programmi di tutti, ma non si procede. Nulla di nuovo quindi, solo la volontà pervicace di proporre roboanti novità senza tenere conto delle esigenze della città. Si poteva a mio avviso destinare a parcheggio a pagamento fruibile tutti i giorni la Piazza delle Erbe , spostando il mercato ambulante lungo i corsi almeno per tre giorni alla settimana, soluzione non priva di difficoltà ma che avrebbe permesso un accesso più semplice al centro, si poteva utilizzare l’immenso sotterraneo degli ex Salesiani per ricavare garages da affittare o vendere ai residenti per lasciare più spazio a chi arriva in città da fuori, ma nessuna di queste idee è emersa neanche come studio di fattibilità. Un invito all’Assessore ed al Sindaco , se non hanno idee nuove, almeno ascoltino di più i cittadini!
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Ordine del Giorno
TICKETS SANITARI
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA
- riunito in data 08.11.2011 -
Premesso che:
- da lunedì 29 agosto, a seguito della legge n. 111 del 15 luglio 2011, sono stati introdotti in Emilia-Romagna i nuovi tickets sanitari su farmaci, visite ed esami specialistici;
- la Regione Emilia-Romagna, con delibera di Giunta n. 1190/2011, ha scelto di applicare un sistema di ticket differenziato in base alla fascia di reddito del nucleo familiare fiscale, ritenuto equo, rispetto a quanto previsto dal Governo (che prevedeva un ticket di 10 euro per ogni prescrizione e per tutti i cittadini senza considerare il reddito) ed ha confermato tutte le attuali esenzioni per chi è già esente dal pagamento del ticket;
Considerato che:
- la Regione Emilia-Romagna, costretta ad agire in tempi stretti, non ha del tutto evitato discrepanze di trattamento a carico soprattutto di famiglie numerose e più fragili;
- su queste normative regionali, vi è stata una contestazione immediata da parte di forze politiche e sociali, che hanno ritenuto ingiusto il sistema adottato ed hanno chiesto di ispirarsi ad altre forme di calcolo;
Preso atto che
la Regione Emilia-Romagna, recepita l’iniquità prodotta da questo sistema, si è resa disponibile ad accogliere proposte migliorative per il calcolo del ticket;
Auspica e sollecita la Regione
per una modifica del sistema dei tickets sanitari adottati al fine di renderlo più equo, individuando nuovi criteri per un’applicazione più attenta per le famiglie numerose e alla complessa articolazione sociale, rapportandosi con le Regioni e realtà amministrative che già si sono attivate in questo modo.
Votato a maggioranza
TICKETS SANITARI
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA
- riunito in data 08.11.2011 -
Premesso che:
- da lunedì 29 agosto, a seguito della legge n. 111 del 15 luglio 2011, sono stati introdotti in Emilia-Romagna i nuovi tickets sanitari su farmaci, visite ed esami specialistici;
- la Regione Emilia-Romagna, con delibera di Giunta n. 1190/2011, ha scelto di applicare un sistema di ticket differenziato in base alla fascia di reddito del nucleo familiare fiscale, ritenuto equo, rispetto a quanto previsto dal Governo (che prevedeva un ticket di 10 euro per ogni prescrizione e per tutti i cittadini senza considerare il reddito) ed ha confermato tutte le attuali esenzioni per chi è già esente dal pagamento del ticket;
Considerato che:
- la Regione Emilia-Romagna, costretta ad agire in tempi stretti, non ha del tutto evitato discrepanze di trattamento a carico soprattutto di famiglie numerose e più fragili;
- su queste normative regionali, vi è stata una contestazione immediata da parte di forze politiche e sociali, che hanno ritenuto ingiusto il sistema adottato ed hanno chiesto di ispirarsi ad altre forme di calcolo;
Preso atto che
la Regione Emilia-Romagna, recepita l’iniquità prodotta da questo sistema, si è resa disponibile ad accogliere proposte migliorative per il calcolo del ticket;
Auspica e sollecita la Regione
per una modifica del sistema dei tickets sanitari adottati al fine di renderlo più equo, individuando nuovi criteri per un’applicazione più attenta per le famiglie numerose e alla complessa articolazione sociale, rapportandosi con le Regioni e realtà amministrative che già si sono attivate in questo modo.
Votato a maggioranza
SANITA’ : VOTIAMO INSIEME MA NON SIAMO UGUALI
E’ in discussione nel Consiglio di lunedì 7 novembre 2011 l’odg sulla sospensione del servizio di reperibilità notturna dei pediatri all’Ospedale per gli Infermi di Faenza. La condivisione della richiesta di ripristino immediato del servizio è per noi un fatto naturale dopo anni di battaglie inascoltate per la difesa dei servizi sanitari del nostro territorio messi da troppo tempo e da troppi atti in seria discussione. Questa non è altro che l’ultima azione fatta ai danni dei faentini che altra colpa non hanno, che quella di essere governati da un sistema, quello della sinistra, che ha fatto finta per anni di non vedere il progressivo depauperamento dei servizi sanitari sul territorio. Dopo avere accettato senza colpo ferire l’accorpamento a Ravenna della gestione della sanità, la sinistra ha sempre bollato come “allarmismi”o addirittura “terrorismo” o “speculazione politica” le nostre denunce contro le carenze ed i nostri interventi a difesa dei reparti poi accorpati a Ravenna; oggi sono qui a chiedere di condividere l’ennesimo odg , forse oramai inutile, pensando che tutti ormai abbiano dimenticato il numero di odg sul tema da noi proposti e da loro regolarmente respinti nel corso degli ultimi 15 anni. Le responsabilità di chi ha governato in questi anni sono gravissime: dall’asservimento fino alla giustificazione delle scelte negative per i servizi sanitari del faentino , gli episodi e gli esempi sono innumerevoli e costituiscono un monito pesante anche per il futuro delle classi politiche che governeranno la città.
Noi voteremo l’odg in discussione perché ora occorre salvare il salvabile dopo che per anni i servizi sono stati smontati pezzo per pezzo, ma le responsabilità non sono uguali . Noi voteremo insieme ma non siamo uguali.
GILBERTO BUCCI
Capogruppo LTF-UDC
E’ in discussione nel Consiglio di lunedì 7 novembre 2011 l’odg sulla sospensione del servizio di reperibilità notturna dei pediatri all’Ospedale per gli Infermi di Faenza. La condivisione della richiesta di ripristino immediato del servizio è per noi un fatto naturale dopo anni di battaglie inascoltate per la difesa dei servizi sanitari del nostro territorio messi da troppo tempo e da troppi atti in seria discussione. Questa non è altro che l’ultima azione fatta ai danni dei faentini che altra colpa non hanno, che quella di essere governati da un sistema, quello della sinistra, che ha fatto finta per anni di non vedere il progressivo depauperamento dei servizi sanitari sul territorio. Dopo avere accettato senza colpo ferire l’accorpamento a Ravenna della gestione della sanità, la sinistra ha sempre bollato come “allarmismi”o addirittura “terrorismo” o “speculazione politica” le nostre denunce contro le carenze ed i nostri interventi a difesa dei reparti poi accorpati a Ravenna; oggi sono qui a chiedere di condividere l’ennesimo odg , forse oramai inutile, pensando che tutti ormai abbiano dimenticato il numero di odg sul tema da noi proposti e da loro regolarmente respinti nel corso degli ultimi 15 anni. Le responsabilità di chi ha governato in questi anni sono gravissime: dall’asservimento fino alla giustificazione delle scelte negative per i servizi sanitari del faentino , gli episodi e gli esempi sono innumerevoli e costituiscono un monito pesante anche per il futuro delle classi politiche che governeranno la città.
Noi voteremo l’odg in discussione perché ora occorre salvare il salvabile dopo che per anni i servizi sono stati smontati pezzo per pezzo, ma le responsabilità non sono uguali . Noi voteremo insieme ma non siamo uguali.
GILBERTO BUCCI
Capogruppo LTF-UDC
Gruppo
Consiliare
Comune
di
F a e n z a
Premio Europa 1968
CAPOGRUPPO CONSILIARE
Gilberto Bucci
Faenza, 21 ottobre 2011
Comunicato stampa
SANITA’: CRONACA DI UNA FINE ANNUNCIATA
Nulla di nuovo per noi sotto il sole in questa ultima vicenda che vede coinvolto ancora una volta il disimpegno della gestione ravennate della sanità riguardo ai servizi sul territorio faentino.
Paghiamo un carissimo prezzo perché la sinistra ha accettato, senza opporre un minimo di resistenza, l’aggregazione dell’ASL n. 37 in un’unica ASL provinciale, mentre altre città limitrofe come Forlì, Cesena, Imola hanno programmato la realizzazione di nuove strutture all’avanguardia, a Faenza è stato solo tolto in servizi, reparti, prestazioni e soprattutto prospettive.
Quello di Faenza era un ospedale fra i primi in Romagna, ora vediamo l’attività ridotta in molti casi ad ambulatoriale, abbiamo ascoltato promesse ripetute nel tempo che non hanno mai avuto una conseguenza pratica: è al di là da venire la realizzazione dell’ala est e la ristrutturazione del Pronto Soccorso con una prospettiva pratica che va visibilmente verso l’ampliamento della lungodegenza, con attività di scarsa specializzazione negli altri reparti.
Oggi la politica, specialmente coloro che hanno governato Faenza da vent’anni, deve interrogarsi sulle proprie colpe, le proprie inadempienze, sulla volontà sempre espressa e mai messa in atto di cambiare realmente le cose: siamo in una deriva che deve essere fermata.
Non bastano certo le parole del Sindaco o un documentino fatto dal Consiglio Comunale utile solo a tacitare qualche coscienza e dagli effetti pratici inconsistenti, occorre un impegno preciso ed inequivocabile per far sì che la nostra città abbia un ruolo decisivo nella programmazione sanitaria per quello che riguarda la prospettiva del nosocomio faentino indispensabile non solo al comprensorio, ma anche a quella parte di Toscana che gravita inevitabilmente sulla Romagna.
Sono cose dette e ridette ed inascoltate. Con la vicenda Pediatria cominciamo a vedere gli effetti della ottusa sordità della sinistra in tema di sanità.
(Gilberto Bucci)
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”
Consiliare
Comune
di
F a e n z a
Premio Europa 1968
CAPOGRUPPO CONSILIARE
Gilberto Bucci
Faenza, 21 ottobre 2011
Comunicato stampa
SANITA’: CRONACA DI UNA FINE ANNUNCIATA
Nulla di nuovo per noi sotto il sole in questa ultima vicenda che vede coinvolto ancora una volta il disimpegno della gestione ravennate della sanità riguardo ai servizi sul territorio faentino.
Paghiamo un carissimo prezzo perché la sinistra ha accettato, senza opporre un minimo di resistenza, l’aggregazione dell’ASL n. 37 in un’unica ASL provinciale, mentre altre città limitrofe come Forlì, Cesena, Imola hanno programmato la realizzazione di nuove strutture all’avanguardia, a Faenza è stato solo tolto in servizi, reparti, prestazioni e soprattutto prospettive.
Quello di Faenza era un ospedale fra i primi in Romagna, ora vediamo l’attività ridotta in molti casi ad ambulatoriale, abbiamo ascoltato promesse ripetute nel tempo che non hanno mai avuto una conseguenza pratica: è al di là da venire la realizzazione dell’ala est e la ristrutturazione del Pronto Soccorso con una prospettiva pratica che va visibilmente verso l’ampliamento della lungodegenza, con attività di scarsa specializzazione negli altri reparti.
Oggi la politica, specialmente coloro che hanno governato Faenza da vent’anni, deve interrogarsi sulle proprie colpe, le proprie inadempienze, sulla volontà sempre espressa e mai messa in atto di cambiare realmente le cose: siamo in una deriva che deve essere fermata.
Non bastano certo le parole del Sindaco o un documentino fatto dal Consiglio Comunale utile solo a tacitare qualche coscienza e dagli effetti pratici inconsistenti, occorre un impegno preciso ed inequivocabile per far sì che la nostra città abbia un ruolo decisivo nella programmazione sanitaria per quello che riguarda la prospettiva del nosocomio faentino indispensabile non solo al comprensorio, ma anche a quella parte di Toscana che gravita inevitabilmente sulla Romagna.
Sono cose dette e ridette ed inascoltate. Con la vicenda Pediatria cominciamo a vedere gli effetti della ottusa sordità della sinistra in tema di sanità.
(Gilberto Bucci)
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”
basta puzza!
INTERPELLANZA
FUTURO INDUSTRIALE DI FAENZA
Sign. Sindaco,
stanno girando voci sempre più insistenti su alcuni progetti industriali legati all’attività di quelle che erano distillerie e che ora sono diventate bruciatori di molti “materiali” volti a produrre energia. CAVIRO ha presentato un importante progetto per l’utilizzo di biogas autoprodotto in una grande struttura che occuperà una nuova ala dello stabilimento. Esiste un progetto presentato in provincia non visto in Consiglio Comunale a Faenza, che prevede investimenti importanti, ma anche un ulteriore peggioramento della qualità della vita nei pressi dello stabilimento per aumento dei rumori e delle vibrazioni e dall’eventualità di emissioni nell’aria di biogas in eccesso. Si chiedono pertanto, dopo averne valutato la difficile compatibilità, attenuazioni dell’impatto con barriere antirumore oltre alla piantumazione di essenze arboree atte ad impedire l’impatto diretto anche della visione, ed un’attenta gestione dell’impianto per evitare ulteriori emissioni fastidiose.
Non si conosce ufficialmente invece la destinazione e l’intendimento di utilizzo da parte della ditta Tampieri della vasta porzione di terreno agricolo acquistato recentemente attorno allo stabilimento di via Granarolo. L’assessore Mamini in risposta ad un’interpellanza di qualche tempo fa affermò che la probabile destinazione era alla costruzione di serre altamente tecnologiche per la produzione di ortaggi o altro. Ciò corrisponde in parte a “rumors” sempre più insistenti circa la realizzazione di serre “assistite” e climatizzate da un grande inceneritore a recupero di energia alimentato a sua volta da residui legnosi o chissà cos’altro. Considerata la concentrazione di impianti similari nelle varie ex distillerie che fanno della zona centro nord un’area a rischio ambientale per la salute e la qualità della vita,
considerato il perdurare di emissioni maleodoranti nella zona,
considerata la giusta rivolta della popolazione in numerosi comuni della Romagna e non solo, contro l’ipotesi di simili insediamenti,
interrogo l’Amministrazione Comunale affinché faccia definitiva chiarezza sulla questione che crea allarme in una zona come il Centro Nord e non solo, da anni vessata da una condizione ambientale inaccettabile.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
FUTURO INDUSTRIALE DI FAENZA
Sign. Sindaco,
stanno girando voci sempre più insistenti su alcuni progetti industriali legati all’attività di quelle che erano distillerie e che ora sono diventate bruciatori di molti “materiali” volti a produrre energia. CAVIRO ha presentato un importante progetto per l’utilizzo di biogas autoprodotto in una grande struttura che occuperà una nuova ala dello stabilimento. Esiste un progetto presentato in provincia non visto in Consiglio Comunale a Faenza, che prevede investimenti importanti, ma anche un ulteriore peggioramento della qualità della vita nei pressi dello stabilimento per aumento dei rumori e delle vibrazioni e dall’eventualità di emissioni nell’aria di biogas in eccesso. Si chiedono pertanto, dopo averne valutato la difficile compatibilità, attenuazioni dell’impatto con barriere antirumore oltre alla piantumazione di essenze arboree atte ad impedire l’impatto diretto anche della visione, ed un’attenta gestione dell’impianto per evitare ulteriori emissioni fastidiose.
Non si conosce ufficialmente invece la destinazione e l’intendimento di utilizzo da parte della ditta Tampieri della vasta porzione di terreno agricolo acquistato recentemente attorno allo stabilimento di via Granarolo. L’assessore Mamini in risposta ad un’interpellanza di qualche tempo fa affermò che la probabile destinazione era alla costruzione di serre altamente tecnologiche per la produzione di ortaggi o altro. Ciò corrisponde in parte a “rumors” sempre più insistenti circa la realizzazione di serre “assistite” e climatizzate da un grande inceneritore a recupero di energia alimentato a sua volta da residui legnosi o chissà cos’altro. Considerata la concentrazione di impianti similari nelle varie ex distillerie che fanno della zona centro nord un’area a rischio ambientale per la salute e la qualità della vita,
considerato il perdurare di emissioni maleodoranti nella zona,
considerata la giusta rivolta della popolazione in numerosi comuni della Romagna e non solo, contro l’ipotesi di simili insediamenti,
interrogo l’Amministrazione Comunale affinché faccia definitiva chiarezza sulla questione che crea allarme in una zona come il Centro Nord e non solo, da anni vessata da una condizione ambientale inaccettabile.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
venerdì 9 settembre 2011
VERGOGNA!
Sabbia a palate su Terre Naldi
Dopo tanto penare aspettare e discutere qual è la decisione che con indomito coraggio e sprezzo del pericolo la Giunta Malpezzi ha preso in merito alla vicenda del “buco “ di 740.000,00€
dovuto alla gestione della società Terre Naldi? Non fare nulla! Va bene così! E purtroppo non è uno scherzo: i faentini che hanno eletto questa giunta e questo sindaco sappiano che nella gestione dei beni comunali si possono fare quasi tutto, tanto non succede nulla! La relazione del sindaco consegnata ai capigruppo è un patetico arrampicarsi sugli specchi per addivenire alla scontata conclusione che non va bene rivalersi perché in una causa ci sono dei rischi…. Qual è la lezione che viene da un atteggiamento siffatto? Che probabilmente la famosa spinta innovativa di Malpezzi è già finita e da “rivoluzionario trasparente ed innovativo” dell’amministrare la cosa pubblica è diventato, in poco più di un anno, un pallido esecutore dei voleri del “sistema” che l’ha oramai assimilato. E’inaccettabile questo intendimento per alcuni motivi molto semplici: il primo ,evidentemente non capito da Malpezzi, è che la politica esula di molto da calcoli ragionieristici e che è preciso dovere di un bravo amministratore fare assoluta chiarezza sulle vicende come quella in oggetto che hanno portato i faentini a pagare 740.000,00€ che potevano essere destinati a servizi o manutenzioni, per una gestione fortemente discutibile di un bene pubblico come l’azienda Naldi, attraverso la società Terre Naldi. Ricordo a tutti che una indagine da noi svolta aveva dato ben altre risultanze: tutto bellamente ignorato in nome di una volontà del sistema da sempre visibile tra le righe di ammucchiare ed insabbiare tutto. Noi non ci stiamo!
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Dopo tanto penare aspettare e discutere qual è la decisione che con indomito coraggio e sprezzo del pericolo la Giunta Malpezzi ha preso in merito alla vicenda del “buco “ di 740.000,00€
dovuto alla gestione della società Terre Naldi? Non fare nulla! Va bene così! E purtroppo non è uno scherzo: i faentini che hanno eletto questa giunta e questo sindaco sappiano che nella gestione dei beni comunali si possono fare quasi tutto, tanto non succede nulla! La relazione del sindaco consegnata ai capigruppo è un patetico arrampicarsi sugli specchi per addivenire alla scontata conclusione che non va bene rivalersi perché in una causa ci sono dei rischi…. Qual è la lezione che viene da un atteggiamento siffatto? Che probabilmente la famosa spinta innovativa di Malpezzi è già finita e da “rivoluzionario trasparente ed innovativo” dell’amministrare la cosa pubblica è diventato, in poco più di un anno, un pallido esecutore dei voleri del “sistema” che l’ha oramai assimilato. E’inaccettabile questo intendimento per alcuni motivi molto semplici: il primo ,evidentemente non capito da Malpezzi, è che la politica esula di molto da calcoli ragionieristici e che è preciso dovere di un bravo amministratore fare assoluta chiarezza sulle vicende come quella in oggetto che hanno portato i faentini a pagare 740.000,00€ che potevano essere destinati a servizi o manutenzioni, per una gestione fortemente discutibile di un bene pubblico come l’azienda Naldi, attraverso la società Terre Naldi. Ricordo a tutti che una indagine da noi svolta aveva dato ben altre risultanze: tutto bellamente ignorato in nome di una volontà del sistema da sempre visibile tra le righe di ammucchiare ed insabbiare tutto. Noi non ci stiamo!
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
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