giovedì 11 marzo 2010

COMUNICATO STAMPA

AGRICOLTURA, UN SETTORE DA TUTELARE

Nel dibattito politico relativo alle amministrative è piombata con forza la discussione sulla crisi dell’ agricoltura. Una crisi lancinante che mette in difficoltà le aziende ed i progetti di sviluppo del settore. L’intero sistema della commercializzazione dei prodotti agricoli oggi più che mai è in difficoltà nell’affrontare sia la globalizzazione, che il controllo dei mercati più interessanti da parte della GDO. Il settore ha perso capacità contrattuale ed il problema, spesso sottovalutato, ora esplode in tutta la sua gravità: sono in difficoltà le aziende condotte da giovani perlopiù votate a nuovi investimenti che non hanno riscontro sufficientemente remunerativo,tant’è che occorrono risposte nuove. Quale può essere quindi il ruolo dell’ente locale nel sostenere il settore agricolo? Non vi sono grosse possibilità di intervento ,ma quello che si può fare va fatto senza escludere strumenti innovativi. Condivido il documento delle organizzazioni agricole che almeno su questo tema hanno trovato unità di intenti,mi preme solo aggiungere un dato che proviene da Europe Direct:il reddito agricolo per occupato è calato in Italia del 25% tra il 2008 ed il 2009,peggio di noi ha fatto solo l’Ungheria con il 35%, contro una media europea del 12,2%,ritengo perciò la situazione molto grave ed occorre riportare da subito alle aziende il valore aggiunto del mercato dei prodotti agricoli, oggi ad appannaggio di altri. Non si può prescindere dal sostegno alla cooperazione che anche in campo agricolo ha dato spesso buone risposte economiche alle aziende associate.

Occorre altresì puntare su strumenti finanziari che permettano agli imprenditori più esposti, per lo più giovani, di rimettere in sesto la situazione , con l’intervento più incisivo dell’ente locale su Agrifidi, senza escludere di intervenire direttamente con abbattimento dei tassi di interesse attraverso la collaborazione ed il convenzionamento con gli istituti di credito locali ed ideando prodotti finanziari innovativi più aderenti alle necessità delle aziende agricole.

L’altro intervento riguarda il marketing territoriale in cui finora sono rimasti abbastanza marginali i prodotti dell’agricoltura, premesso che in generale vi è una carenza generale di promozione del territorio faentino, affidato a quanto pare ad una anonima allocazione in un ipermercato lontano dal centro storico. Oggi dobbiamo riprendere in mano la situazione per proporre ai turisti ed ai consumatori in senso lato le eccellenze anche dei prodotti della nostra agricoltura. Non mi pare una grande idea quella di Malpezzi di aggregare l’assessorato all’ambiente ed all’agricoltura: quest’ultima è un’attività produttiva e tale deve essere considerata, va piuttosto rinominato l’assessorato alle attività produttive aggiungendo “ed all’agricoltura”, ma al di là delle sigle bisogna occuparsene davvero,con progetti cogenti e capaci di sostenere un settore costituente un autentico pilastro della nostra economia. Va ultimata la rete del CER ,molto utile per una corretta gestione delle risorse idriche, vanno mantenute le strade in campagna: girare portando frutta sensibile alle ammaccature su strade dissestate ,può aumentare la quantità di frutti danneggiati con danni economici all’azienda,portare acquedotto,rete gas e linee ADSL è oramai improrogabile,insieme ad altre questioni richiamate dal documento unitario. Un capitolo importante va riservato al rapporto tra industrie inquinanti e produzioni agricole. Il livello di specializzazione fa sì che le nostre produzioni siano oramai immuni da residui chimici: tutto diventa inutile se i frutti si sviluppano in ambiente inquinato da immissioni nocive,dobbiamo fare sì che l’inquinamento da emissioni aeree e non solo, cali sul nostro territorio e saremmo preoccupati per eventuali aumenti di quantità di combustibili da rifiuti da incenerire nel territorio comunale. Ultima considerazione va fatta sull’istruzione agraria: dobbiamo avere l’obiettivo di costituire un Polo ITS(Istruzione Tecnica Superiore) agro ambientale a Faenza, che oltre a rappresentare una realtà di eccellenza potrebbe aiutare a rendere autonome filiere come quelle, ad esempio, delle agroenergie ,oggi gestite in toto dagli industriali che costringono i produttori a contratti capestro. Costituire un polo di istruzione e formazione con una precisa identità di settore significa gettare le basi per la gestione delle filiere,mentre si corre il rischio che nella riorganizzazione della rete scolastica si pensi solo a problemi politici o sindacali senza tenere conto delle eccellenze che in tanti anni di fatica si sono radicate sul territorio .In questo caso l’amministrazione comunale può giocare un ruolo importante, costituendo un tavolo di lavoro con istruzione agraria, sistema della ricerca, amministratori locali, cooperazione, organizzazioni di categoria ed aziende locali per confrontare le idee e costruire ipotesi valide e non è accettabile che, in una spesa complessiva di 32mln di € per l’Università nei Salesiani, vengano totalmente ignorati i corsi sulle materie agrarie.

La nostra agricoltura è un bene prezioso: ne va difeso il presente e programmato il futuro,come candidato proveniente da questa realtà mi impegnerò a fondo per il bene del settore.


Gilberto Bucci - Candidato a Sindaco di Faenza

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