venerdì 11 febbraio 2011
interpellanza
FAC :vinca il buonsenso
Ritorna come un boomerang il dibattito sull’opportunità o meno di svolgere il Fac (festival dell’arte contemporanea) nella città di Faenza. Un’idea che ho da anni definito “balzana” per i modi, gli scopi , gli intendimenti ed i costi. Vedo che sta finalmente crescendo in città la piena consapevolezza di quanto affermato da sempre: una manifestazione inutile di nessun interesse per quasi tutti i faentini, se non per una ristrettissima cerchia, che ironicamente definisco “ sinistra caviale e champagne ”. Oggi vediamo il prodigarsi a difendere l’indifendibile ed a proporre l’improponibile il prode assessore Isola, folgorato sulla via di Bologna dall’inderogabile necessità di ammannire per i faentini un’altra serie di palle rosse del C, a corredo di cene esclusive, di manifestazioni deserte, di saccenti discorsi proposti da relatori lautamente ricompensati(che altrove forniscono collaborazioni pressoché gratuite) e che nessuno ascolta. Il riproporre con ostinazione ed enfasi degna di miglior causa , formule messe a regime dalla precedente amministrazione ,contrasta poi palesemente con le promesse e le aspettative di rinnovamento delle azioni amministrative che la nuova giunta ha proposto ai faentini e su cui ha avuto il consenso elettorale.
I faentini perché dovrebbero essere tanto ingrati, da non capire la fortuna di venire a contatto con tanta sapienza? Una motivazione la conosco anch’io: da circa un anno vengono negati contributi a molte associazioni culturali,sportive ,musicali, di volontariato ecc. con la motivazione dei forti tagli di bilancio costringendo al lumicino iniziative culturali e musicali,nate a Faenza volute ed apprezzate dai faentini. Ci si chiede pertanto il motivo di sostenere iniziative come il FAC ,realizzato da personaggi estranei alla vita culturale della città, che non è di interesse alcuno per quasi tutti i faentini, costoso in termini di finanziamento pubblico e di sponsor che andrebbero dirottati verso iniziative culturali più consone alla città. Un aspetto ulteriore è l’esclusione tassativa della ceramica dal FAC. E’ una mortificazione inaccettabile per la città delle ceramiche , come non è accettabile, intelligente ed attuale l’ostracismo verso il contemporaneo ceramico visto che nel mondo artisti di fama internazionale hanno utilizzato ed utilizzano questo materiale apprezzato dal collezionismo più illuminato. Ed a proposito del tema 2011 sul collezionismo del contemporaneo sicuramente avulso dalla realtà faentina per cifre investite e tradizione, va fatta una considerazione: non è che per non dimostrarsi “provinciali” cadiamo nel provincialismo più smaccato tentando di sembrare quello che non siamo? Partendo quindi dal presupposto che oggi la volontà di agire in maniera sobria nella gestione della cosa pubblica è una necessità inderogabile per tutti, affermo che se i sacrifici vengono chiesti a tutti devono valere per tutti e non solo per qualcuno.
Interrogo pertanto l’amministrazione comunale per conoscere le cifre esatte messe a preventivo per l’eventuale realizzazione del FAC 2011,
affinché valuti l’opportunità di soprassedere alla realizzazione, considerata l’incongruenza tra costi (alti )ed effetti (nulli sull’indotto faentino) che danno la definizione di spreco inutile perfettamente calzante,
affinchè riconsideri la politica culturale partendo dall’esistente sul territorio.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
FAC :vinca il buonsenso
Ritorna come un boomerang il dibattito sull’opportunità o meno di svolgere il Fac (festival dell’arte contemporanea) nella città di Faenza. Un’idea che ho da anni definito “balzana” per i modi, gli scopi , gli intendimenti ed i costi. Vedo che sta finalmente crescendo in città la piena consapevolezza di quanto affermato da sempre: una manifestazione inutile di nessun interesse per quasi tutti i faentini, se non per una ristrettissima cerchia, che ironicamente definisco “ sinistra caviale e champagne ”. Oggi vediamo il prodigarsi a difendere l’indifendibile ed a proporre l’improponibile il prode assessore Isola, folgorato sulla via di Bologna dall’inderogabile necessità di ammannire per i faentini un’altra serie di palle rosse del C, a corredo di cene esclusive, di manifestazioni deserte, di saccenti discorsi proposti da relatori lautamente ricompensati(che altrove forniscono collaborazioni pressoché gratuite) e che nessuno ascolta. Il riproporre con ostinazione ed enfasi degna di miglior causa , formule messe a regime dalla precedente amministrazione ,contrasta poi palesemente con le promesse e le aspettative di rinnovamento delle azioni amministrative che la nuova giunta ha proposto ai faentini e su cui ha avuto il consenso elettorale.
I faentini perché dovrebbero essere tanto ingrati, da non capire la fortuna di venire a contatto con tanta sapienza? Una motivazione la conosco anch’io: da circa un anno vengono negati contributi a molte associazioni culturali,sportive ,musicali, di volontariato ecc. con la motivazione dei forti tagli di bilancio costringendo al lumicino iniziative culturali e musicali,nate a Faenza volute ed apprezzate dai faentini. Ci si chiede pertanto il motivo di sostenere iniziative come il FAC ,realizzato da personaggi estranei alla vita culturale della città, che non è di interesse alcuno per quasi tutti i faentini, costoso in termini di finanziamento pubblico e di sponsor che andrebbero dirottati verso iniziative culturali più consone alla città. Un aspetto ulteriore è l’esclusione tassativa della ceramica dal FAC. E’ una mortificazione inaccettabile per la città delle ceramiche , come non è accettabile, intelligente ed attuale l’ostracismo verso il contemporaneo ceramico visto che nel mondo artisti di fama internazionale hanno utilizzato ed utilizzano questo materiale apprezzato dal collezionismo più illuminato. Ed a proposito del tema 2011 sul collezionismo del contemporaneo sicuramente avulso dalla realtà faentina per cifre investite e tradizione, va fatta una considerazione: non è che per non dimostrarsi “provinciali” cadiamo nel provincialismo più smaccato tentando di sembrare quello che non siamo? Partendo quindi dal presupposto che oggi la volontà di agire in maniera sobria nella gestione della cosa pubblica è una necessità inderogabile per tutti, affermo che se i sacrifici vengono chiesti a tutti devono valere per tutti e non solo per qualcuno.
Interrogo pertanto l’amministrazione comunale per conoscere le cifre esatte messe a preventivo per l’eventuale realizzazione del FAC 2011,
affinché valuti l’opportunità di soprassedere alla realizzazione, considerata l’incongruenza tra costi (alti )ed effetti (nulli sull’indotto faentino) che danno la definizione di spreco inutile perfettamente calzante,
affinchè riconsideri la politica culturale partendo dall’esistente sul territorio.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
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