giovedì 24 marzo 2011
brutta storia !
Comunicato stampa Faenza 24-3-2011
TERRE NALDI : LE DOMANDE MAI FATTE
Arriva stranamente prima alla stampa che in consiglio comunale la perizia del professionista incaricato dall’amministrazione di visionare le carte della gestione di Terre Naldi responsabile di un disavanzo di ben € 740.000,00 ripianati a spese dei faentini.
Negli estratti pubblicati appare prevalere una tesi giustificativa dovuta al rovinoso calo dei prezzi dei prodotti agricoli,tesi in parte veritiera ma che non comprende tutta la verità. Infatti probabilmente il tecnico incaricato ha risposto alle domande fatte dall’amministrazione,ma il quesito mai posto e da porre è un altro. Nel contratto di raccolta dei frutti pendenti siglato il 22-6-2009, si conveniva il pagamento di ben € 130.000,00 a fronte della possibilità di raccogliere frutta e uva della soc. le Cicogne; orbene la nostra indagine ha appurato dagli estratti conto del conferito che il prodotto era in quantità esigue ed in alcuni casi di scarsa qualità. Quando il 22 giugno 2009 si è stipulato il contratto con i frutti pendenti e quindi ben visibili alle parti, perché non ci si è resi conto che le pesche e nettarine ad esempio avrebbero dato una produzione scarsissima di circa 75 ql per ettaro,(contro una media di 250 qli circa) ,idem dicasi per le susine per 120 ql per ha? Allora tecnici esperti avrebbero dovuto vedere dove si andava comunque a parare: con quelle quantità per fare “patta” i prodotti in questione avrebbero dovuto costare circa un euro e mezzo….al kg. ,ipotesi non realizzabile neanche dai più ottimisti o sprovveduti. La tesi dei prezzi bassi non basta quindi a giustificare il disavanzo: occorre fare chiarezza ed aspettiamo di essere messi al corrente del testo completo della perizia per ulteriori valutazioni, comunque non accettiamo che un affare sballato di una gestione” allegra” vada a pesare sulle tasche dei faentini.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
TERRE NALDI : LE DOMANDE MAI FATTE
Arriva stranamente prima alla stampa che in consiglio comunale la perizia del professionista incaricato dall’amministrazione di visionare le carte della gestione di Terre Naldi responsabile di un disavanzo di ben € 740.000,00 ripianati a spese dei faentini.
Negli estratti pubblicati appare prevalere una tesi giustificativa dovuta al rovinoso calo dei prezzi dei prodotti agricoli,tesi in parte veritiera ma che non comprende tutta la verità. Infatti probabilmente il tecnico incaricato ha risposto alle domande fatte dall’amministrazione,ma il quesito mai posto e da porre è un altro. Nel contratto di raccolta dei frutti pendenti siglato il 22-6-2009, si conveniva il pagamento di ben € 130.000,00 a fronte della possibilità di raccogliere frutta e uva della soc. le Cicogne; orbene la nostra indagine ha appurato dagli estratti conto del conferito che il prodotto era in quantità esigue ed in alcuni casi di scarsa qualità. Quando il 22 giugno 2009 si è stipulato il contratto con i frutti pendenti e quindi ben visibili alle parti, perché non ci si è resi conto che le pesche e nettarine ad esempio avrebbero dato una produzione scarsissima di circa 75 ql per ettaro,(contro una media di 250 qli circa) ,idem dicasi per le susine per 120 ql per ha? Allora tecnici esperti avrebbero dovuto vedere dove si andava comunque a parare: con quelle quantità per fare “patta” i prodotti in questione avrebbero dovuto costare circa un euro e mezzo….al kg. ,ipotesi non realizzabile neanche dai più ottimisti o sprovveduti. La tesi dei prezzi bassi non basta quindi a giustificare il disavanzo: occorre fare chiarezza ed aspettiamo di essere messi al corrente del testo completo della perizia per ulteriori valutazioni, comunque non accettiamo che un affare sballato di una gestione” allegra” vada a pesare sulle tasche dei faentini.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
venerdì 18 marzo 2011
dove vanno i soldi pubblici?
Interpellanza
Cultura criptica
Sign. Sindaco,
apprendo dalla stampa di un’iniziativa culturale tenuta presso il palazzo delle esposizioni nel week-end dall’ 11 al 13 marzo dal titolo e dalle finalità abbastanza criptiche :dall’arte funebre fino ad altre performances di difficile accesso e comprensione per molti comuni mortali. Considerata la numerosa sfilza di sponsors legati bene o male all’amministrazione comunale, viene a chiedersi se non fosse più opportuno dirottare i fondi verso iniziative più partecipate e meno FAC- dipendenti in ossequio a volontà fortemente espresse dalla stragrande maggioranza della cittadinanza faentina.
Sempre a proposito di gestione dei fondi destinati alla vita culturale della città, appare interessante la lettera di un cittadino pubblicata su di un settimanale locale circa la gestione della eredità Samorini , lascito vincolato alla Scuola di Musica Sarti per interventi straordinari.
Non si capisce l’utilizzo di parte dei fondi dell’eredità per il pagamento degli insegnanti( spesa ordinaria) ed ancor meno per indefiniti progetti musicali della scuola stessa che ,a detta dell’articolo, nessuno nella scuola conosce.
Mentre le associazioni culturali storiche dei faentini languono in una condizione tristissima di mancanza di fondi(basti pensare alla Ino Savini),si usano fondi pubblici o privati senza progetti precisi o condivisi ed a volte, come sembra, addirittura nascosti a chi di dovere.
Interrogo pertanto il Sindaco affinché faccia chiarezza sui punti succitati a riscontro di forti dubbi e perplessità che investono sempre più la comunità faentina sulla gestione della vita culturale della città e delle risorse ad essa dedicate.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
Cultura criptica
Sign. Sindaco,
apprendo dalla stampa di un’iniziativa culturale tenuta presso il palazzo delle esposizioni nel week-end dall’ 11 al 13 marzo dal titolo e dalle finalità abbastanza criptiche :dall’arte funebre fino ad altre performances di difficile accesso e comprensione per molti comuni mortali. Considerata la numerosa sfilza di sponsors legati bene o male all’amministrazione comunale, viene a chiedersi se non fosse più opportuno dirottare i fondi verso iniziative più partecipate e meno FAC- dipendenti in ossequio a volontà fortemente espresse dalla stragrande maggioranza della cittadinanza faentina.
Sempre a proposito di gestione dei fondi destinati alla vita culturale della città, appare interessante la lettera di un cittadino pubblicata su di un settimanale locale circa la gestione della eredità Samorini , lascito vincolato alla Scuola di Musica Sarti per interventi straordinari.
Non si capisce l’utilizzo di parte dei fondi dell’eredità per il pagamento degli insegnanti( spesa ordinaria) ed ancor meno per indefiniti progetti musicali della scuola stessa che ,a detta dell’articolo, nessuno nella scuola conosce.
Mentre le associazioni culturali storiche dei faentini languono in una condizione tristissima di mancanza di fondi(basti pensare alla Ino Savini),si usano fondi pubblici o privati senza progetti precisi o condivisi ed a volte, come sembra, addirittura nascosti a chi di dovere.
Interrogo pertanto il Sindaco affinché faccia chiarezza sui punti succitati a riscontro di forti dubbi e perplessità che investono sempre più la comunità faentina sulla gestione della vita culturale della città e delle risorse ad essa dedicate.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC
2011 bilancio di crisi
Gruppo
Consiliare
Comune
di
F a e n z a
Premio Europa 1968
CAPOGRUPPO CONSILIARE
Gilberto Bucci
Faenza, 18 marzo 2011
Comunicato stampa
BILANCIO 2011
Il primo bilancio della Giunta Malpezzi soffre evidentemente delle scomode eredità della passata amministrazione(sempre sinistra è).
Se pensiamo ad impostazioni da autentiche macchine mangiasoldi per FAC, MIC, Terre Naldi, scalo merci, deposito ed archivio, università “balcanica” ai salesiani, acquisizioni inutili, scuola don Milani, ecc., ecc., troviamo un quadro desolante e difficile da affrontare.
L’affermazione elettorale è avvenuta con la promessa di cambiamento: sta avvenendo? A questa domanda dobbiamo dare risposta. Lo facciamo attraverso il Piano Generale di Sviluppo documento presentato dalla Giunta ad inizio legislatura e da subito vediamo la dicotomia tra dire e fare, forma e sostanza.
Partiamo dal decentramento affrontato con un regolamento per la costituzione dei comitati territoriali opinabile e discutibile, solo parzialmente corretto dopo le nostre rimostranze in commissione.
La politica culturale è il vero tallone d’Achille di tutto l’impianto amministrativo faentino, con gestioni incomprensibili ai più del FAC vero inossidabile monumento allo spreco: il Sindaco deve imporsi almeno per il pagamento delle fatture dell’edizione 2010, prima di dare il via a quella 2011 dirottata nel bilancio del MIC solo per non apparire formalmente; il MIC stesso ha bisogno di revisioni profonde, mentre un’altra iniziativa come il museo di storia naturale finisce chiuso ed a ramengo. Un capitolo a parte va considerato per l’università ai Salesiani: grazie all’ASL il progetto formalmente sopravvive, ma occorre ripensare alla chimera balcanica per dare vita a corsi legati al territorio ed alla sua economia, altro non ha senso.
L’Eredità Samorini: va valutata la condizione del lascito e se la destinazione è stata fuorviata, come ipotizzato da articoli di stampa.
Stiamo ragionando anche di una città che sta abbandonando a se stesso il proprio centro storico e non si vede un cambio di rotta dopo i fallimenti promozionali della città ad esempio alle Maioliche.
Si perdono tracce degli investimenti per nuovi parcheggi e si ripropongono vecchie azioni mai realizzate. Il commercio in centro è al lumicino non vi sono azioni valide per cambiare.
Attività produttive
Occorrono azioni per attirare nuovi investimenti ed attività produttive in una città squilibrata verso il commerciale e con un passato recente di massicci investimenti sul residenziale certamente in esubero. La crisi agricola poi blocca l’indotto oltre a mettere in crisi un comparto da sempre pilastro dell’economia faentina. In tutto ciò parlare di uno scalo merci piccolo e non economicamente sostenibile appare velleitario.
Non dobbiamo dimenticare la questione ambientale: se cattiva è la qualità della vita nel centro nord, lo testimoniano le proteste continue, pessima è l’immagine della città nei confronti delle decine di migliaia di persone che visitano l’area commerciale accanto al casello A14, occorrono azioni per il risanamento ambientale di aria ed acqua nell’area, non risposte giustificative; ne va della salute dei cittadini, del futuro degli investimenti e sempre più dell’immagine della città. Un pensiero per l’OMSA: forse era difficile trovare una soluzione in queste condizioni, ma la battaglia per il mantenimento del punto produttivo per ora onestamente è persa.
Sicurezza
Una riflessione anche su questo punto: Faenza ha avuto episodi inquietanti come la segnalazione della DIA di Napoli circa attività sul territorio; la vicenda del traffico di bancali, l’aumento di venditori abusivi, l’evenienza sempre più ripetitiva di furti e rapine in case od attività pongono in primo piano la questione sicurezza: non servono molti soldi ma un’azione pressante nei confronti degli organi dello stato preposti alla tutela dell’ordine pubblico.
Organizzazione dei servizi
URP da ripensare e da dislocare ove vanno gli utenti e da tenere possibilmente aperto anche il sabato.
Sociale
E’ la spesa più importante del Comune occorre pensare ad una riorganizzazione della spesa da concertare con i servizi.
Riorganizzazione delle spese per asili e mense in base a più raffinati conteggi sui parametri ISEE.
Della questione Sanità ne abbiamo ampiamente trattato e la nostra posizione è nota.
BILANCIO DI PREVISIONE
Entrando nel merito del Bilancio di previsione vero e proprio, si impone innanzitutto una considerazione di principio. Si pensava che la nuova Amministrazione, dopo il periodo gestionale “ereditato”, si apprestasse ad affrontare la nuova fase con la massima tempestività.
Ci troviamo invece a discutere del Bilancio preventivo a fine marzo e, tenendo conto che la Giunta dovrà poi elaborare il PEG, non è difficile ipotizzare l’avvio dei programmi a fine aprile. Questo significa, ai fini degli investimenti per opere pubbliche, perdere un anno. I tempi per la progettazione esecutiva e la relativa copertura finanziaria e soprattutto l’iter degli appalti non consentono infatti una rapida cantierizzazione dei lavori e se poi si tiene conto della stagionalità di molti lavori, diventa inevitabile slittare all’anno successivo.
Basta dare un sguardo al piano triennale degli investimenti. Le opere (ovviamente quelle che non vengono puntualmente cassate!) sono quasi sempre riproposte l’anno successivo, segno che non solo non si è realizzata in tempo utile la consegna lavori, ma non si è concretizzata nemmeno la fase istruttoria.
Le opere che hanno preso regolare avvio sono infatti quelle legate agli acquisti di beni o quelle relative ai contratti aperti.
Per quanto riguarda le singole voci di bilancio, riconosciamo per primi tutte le difficoltà derivanti dalla necessità di rispettare il Patto di stabilità interno. Tuttavia ciò non deve costituire un alibi e allo scopo osserviamo quanto segue:
Per le spese per investimenti tutto è riconducibile a quanto sopra detto a proposito del Piano Generale di Sviluppo ed a questo si rimanda.
Per quanto riguarda le entrate, si osserva che anche quest’anno, a differenza di quanto previsto nel precedente triennale, il 75% delle entrate per permessi di costruire viene utilizzato per spese correnti. Ciò è sì consentito dalla legislazione nazionale ma si poteva fin d’ora avviare l’inversione di tendenza e si fatica a comprendere come l’Amministrazione potrà far fronte alle spese correnti negli esercizi successivi, quando i suddetti proventi, peraltro in diminuzione, dovranno veramente essere destinati ai soli investimenti.
Per quanto riguarda le spese, si osserva tra l’altro infine l’inopportunità di avventurarsi nel leasing relativo all’acquisizione della RB Salotti (240.000 €. per 20 anni!) per la sistemazione dell’archivio di deposito e storico. Siamo del parere che una scelta così dispendiosa non sia opportuna, prima di tutto perché l’eventuale archivio continuerebbe ad essere troppo decentrato e in secondo luogo perché il Comune dispone già di diversi immobili che potrebbero essere adeguatamente attrezzati allo scopo.
Un quadro quindi non soddisfacente, preoccupante, gestito con qualche inesperienza e che ci fa propendere per un voto contrario alla proposta di bilancio.
EMENDAMENTI BILANCIO 2011
1. Introdurre negli investimenti la realizzazione della estensione rete gas di Formellino per sanare una situazione anomala dovuta allo smarrimento delle pratiche relative alla richiesta di una sessantina di famiglie datata nel 2000. Investire circa 200.000 €.
2. Progetto ex RB da destinare a deposito ed archivio. Non se ne comprende la convenienza economica. Il Comune di Faenza è proprietario di numerosi immobili inutilizzati, non si vede la necessità di acquisirne un altro per una spesa di 5 ml di €. circa spalmati su 20 anni. Rivedere la destinazione di edifici in proprietà, utilizzando i risparmi anche per l’estensione rete gas a Formellino.
3. Sostegno alla vita nascente dati allarmanti sulle IVG a Faenza: nel P.O. di Faenza su 866 nati vi sono state ben 148 IVG, l’applicazione della 194 nella parte della prevenzione è disattesa: occorre investire di più anche attraverso le associazioni che sostengono la vita nascente dotandole di maggiori mezzi e collaborazioni per l’informazione ed il sostegno alle gestanti.
(Gilberto Bucci)
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”
Consiliare
Comune
di
F a e n z a
Premio Europa 1968
CAPOGRUPPO CONSILIARE
Gilberto Bucci
Faenza, 18 marzo 2011
Comunicato stampa
BILANCIO 2011
Il primo bilancio della Giunta Malpezzi soffre evidentemente delle scomode eredità della passata amministrazione(sempre sinistra è).
Se pensiamo ad impostazioni da autentiche macchine mangiasoldi per FAC, MIC, Terre Naldi, scalo merci, deposito ed archivio, università “balcanica” ai salesiani, acquisizioni inutili, scuola don Milani, ecc., ecc., troviamo un quadro desolante e difficile da affrontare.
L’affermazione elettorale è avvenuta con la promessa di cambiamento: sta avvenendo? A questa domanda dobbiamo dare risposta. Lo facciamo attraverso il Piano Generale di Sviluppo documento presentato dalla Giunta ad inizio legislatura e da subito vediamo la dicotomia tra dire e fare, forma e sostanza.
Partiamo dal decentramento affrontato con un regolamento per la costituzione dei comitati territoriali opinabile e discutibile, solo parzialmente corretto dopo le nostre rimostranze in commissione.
La politica culturale è il vero tallone d’Achille di tutto l’impianto amministrativo faentino, con gestioni incomprensibili ai più del FAC vero inossidabile monumento allo spreco: il Sindaco deve imporsi almeno per il pagamento delle fatture dell’edizione 2010, prima di dare il via a quella 2011 dirottata nel bilancio del MIC solo per non apparire formalmente; il MIC stesso ha bisogno di revisioni profonde, mentre un’altra iniziativa come il museo di storia naturale finisce chiuso ed a ramengo. Un capitolo a parte va considerato per l’università ai Salesiani: grazie all’ASL il progetto formalmente sopravvive, ma occorre ripensare alla chimera balcanica per dare vita a corsi legati al territorio ed alla sua economia, altro non ha senso.
L’Eredità Samorini: va valutata la condizione del lascito e se la destinazione è stata fuorviata, come ipotizzato da articoli di stampa.
Stiamo ragionando anche di una città che sta abbandonando a se stesso il proprio centro storico e non si vede un cambio di rotta dopo i fallimenti promozionali della città ad esempio alle Maioliche.
Si perdono tracce degli investimenti per nuovi parcheggi e si ripropongono vecchie azioni mai realizzate. Il commercio in centro è al lumicino non vi sono azioni valide per cambiare.
Attività produttive
Occorrono azioni per attirare nuovi investimenti ed attività produttive in una città squilibrata verso il commerciale e con un passato recente di massicci investimenti sul residenziale certamente in esubero. La crisi agricola poi blocca l’indotto oltre a mettere in crisi un comparto da sempre pilastro dell’economia faentina. In tutto ciò parlare di uno scalo merci piccolo e non economicamente sostenibile appare velleitario.
Non dobbiamo dimenticare la questione ambientale: se cattiva è la qualità della vita nel centro nord, lo testimoniano le proteste continue, pessima è l’immagine della città nei confronti delle decine di migliaia di persone che visitano l’area commerciale accanto al casello A14, occorrono azioni per il risanamento ambientale di aria ed acqua nell’area, non risposte giustificative; ne va della salute dei cittadini, del futuro degli investimenti e sempre più dell’immagine della città. Un pensiero per l’OMSA: forse era difficile trovare una soluzione in queste condizioni, ma la battaglia per il mantenimento del punto produttivo per ora onestamente è persa.
Sicurezza
Una riflessione anche su questo punto: Faenza ha avuto episodi inquietanti come la segnalazione della DIA di Napoli circa attività sul territorio; la vicenda del traffico di bancali, l’aumento di venditori abusivi, l’evenienza sempre più ripetitiva di furti e rapine in case od attività pongono in primo piano la questione sicurezza: non servono molti soldi ma un’azione pressante nei confronti degli organi dello stato preposti alla tutela dell’ordine pubblico.
Organizzazione dei servizi
URP da ripensare e da dislocare ove vanno gli utenti e da tenere possibilmente aperto anche il sabato.
Sociale
E’ la spesa più importante del Comune occorre pensare ad una riorganizzazione della spesa da concertare con i servizi.
Riorganizzazione delle spese per asili e mense in base a più raffinati conteggi sui parametri ISEE.
Della questione Sanità ne abbiamo ampiamente trattato e la nostra posizione è nota.
BILANCIO DI PREVISIONE
Entrando nel merito del Bilancio di previsione vero e proprio, si impone innanzitutto una considerazione di principio. Si pensava che la nuova Amministrazione, dopo il periodo gestionale “ereditato”, si apprestasse ad affrontare la nuova fase con la massima tempestività.
Ci troviamo invece a discutere del Bilancio preventivo a fine marzo e, tenendo conto che la Giunta dovrà poi elaborare il PEG, non è difficile ipotizzare l’avvio dei programmi a fine aprile. Questo significa, ai fini degli investimenti per opere pubbliche, perdere un anno. I tempi per la progettazione esecutiva e la relativa copertura finanziaria e soprattutto l’iter degli appalti non consentono infatti una rapida cantierizzazione dei lavori e se poi si tiene conto della stagionalità di molti lavori, diventa inevitabile slittare all’anno successivo.
Basta dare un sguardo al piano triennale degli investimenti. Le opere (ovviamente quelle che non vengono puntualmente cassate!) sono quasi sempre riproposte l’anno successivo, segno che non solo non si è realizzata in tempo utile la consegna lavori, ma non si è concretizzata nemmeno la fase istruttoria.
Le opere che hanno preso regolare avvio sono infatti quelle legate agli acquisti di beni o quelle relative ai contratti aperti.
Per quanto riguarda le singole voci di bilancio, riconosciamo per primi tutte le difficoltà derivanti dalla necessità di rispettare il Patto di stabilità interno. Tuttavia ciò non deve costituire un alibi e allo scopo osserviamo quanto segue:
Per le spese per investimenti tutto è riconducibile a quanto sopra detto a proposito del Piano Generale di Sviluppo ed a questo si rimanda.
Per quanto riguarda le entrate, si osserva che anche quest’anno, a differenza di quanto previsto nel precedente triennale, il 75% delle entrate per permessi di costruire viene utilizzato per spese correnti. Ciò è sì consentito dalla legislazione nazionale ma si poteva fin d’ora avviare l’inversione di tendenza e si fatica a comprendere come l’Amministrazione potrà far fronte alle spese correnti negli esercizi successivi, quando i suddetti proventi, peraltro in diminuzione, dovranno veramente essere destinati ai soli investimenti.
Per quanto riguarda le spese, si osserva tra l’altro infine l’inopportunità di avventurarsi nel leasing relativo all’acquisizione della RB Salotti (240.000 €. per 20 anni!) per la sistemazione dell’archivio di deposito e storico. Siamo del parere che una scelta così dispendiosa non sia opportuna, prima di tutto perché l’eventuale archivio continuerebbe ad essere troppo decentrato e in secondo luogo perché il Comune dispone già di diversi immobili che potrebbero essere adeguatamente attrezzati allo scopo.
Un quadro quindi non soddisfacente, preoccupante, gestito con qualche inesperienza e che ci fa propendere per un voto contrario alla proposta di bilancio.
EMENDAMENTI BILANCIO 2011
1. Introdurre negli investimenti la realizzazione della estensione rete gas di Formellino per sanare una situazione anomala dovuta allo smarrimento delle pratiche relative alla richiesta di una sessantina di famiglie datata nel 2000. Investire circa 200.000 €.
2. Progetto ex RB da destinare a deposito ed archivio. Non se ne comprende la convenienza economica. Il Comune di Faenza è proprietario di numerosi immobili inutilizzati, non si vede la necessità di acquisirne un altro per una spesa di 5 ml di €. circa spalmati su 20 anni. Rivedere la destinazione di edifici in proprietà, utilizzando i risparmi anche per l’estensione rete gas a Formellino.
3. Sostegno alla vita nascente dati allarmanti sulle IVG a Faenza: nel P.O. di Faenza su 866 nati vi sono state ben 148 IVG, l’applicazione della 194 nella parte della prevenzione è disattesa: occorre investire di più anche attraverso le associazioni che sostengono la vita nascente dotandole di maggiori mezzi e collaborazioni per l’informazione ed il sostegno alle gestanti.
(Gilberto Bucci)
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”
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