lunedì 3 settembre 2012

BASTA PUZZA A FAENZA

Interpellanza Faenza 28-08-12 Faenza come Taranto? Sign. Sindaco Sono ancora una volta a portare in questa aula la protesta e la richiesta di comportamenti corretti per quello che riguarda la tutela della salute e dell’ambiente nella nostra città. Non è un caso che Faenza più che per la ceramica o i monumenti sia ricordata oramai in tutta Italia come la città della puzza. In questi giorni si è verificata una forte recrudescenza delle emissioni puzzolenti provenienti con grande probabilità dalla distilleria Tampieri e dalle sue attività ben conosciute da chi ha la sfortuna di abitare nelle vicinanze. Un tanfo incredibile si sta sprigionando dallo stabilimento accanto al casello autostradale : le numerose rimostranze ad Arpa, tra cui le mie ,non hanno sortito alcun effetto tant’è che ,pur finita l’afa dei giorni passati in grado di acuire il disagio , il fastidio e l’irritazione delle vie respiratorie non sono cessati, ma continuano in tutti coloro che sono sottoposti a quella che è un’autentica prepotenza quotidiana. Un odore acre ed insopportabile che anche nelle giornate di afa ,impedisce di aprire le finestre e che quando malauguratamente entra ristagna nelle stanze, è il compagno di vita di troppi cittadini dell’area centro nord. Se aggiungiamo poi che l’azienda aveva promesso a suon di articoli di stampa di investire per limitare il disagio, è oramai evidente la menzogna e la presa in giro rivolta a tutti i faentini , cittadini ed amministratori. Quella che per alcuni è un’opportunità di lavoro, per moltissimi altri è solo un fastidio fisico pesante con conseguenze dal punto di vista sanitario tutte da definire , senza contare il disdoro della città intera sbeffeggiata spesso per la insopportabile puzza sui media di rilevanza nazionale. Una condizione aggravata da troppi silenzi che non tengono conto del grave disagio e del pesante fastidio di una mezza città, da assenza di azioni da parte dell’amministrazione e degli enti preposti, mentre l’azienda continua a raccontare frottole e ad impestare l’area a nord della città. Una condizione ambientale grave, cui occorre rapidamente porre rimedio: anche in situazioni difficili come a Taranto la questione ambientale viene affrontata pur tra grandi problematiche, perché a Faenza non succede? Qual’è la motivazione di tanto colpevole immobilismo? Interrogo pertanto il Sindaco affinché intervenga per porre condizioni alle aziende responsabili del disagio ambientale e del fastidio fisico per consentire la vivibilità di una vasta area della città. Gilberto Bucci Capogruppo LTF-UDC

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