domenica 20 novembre 2011

Emendamenti piano sosta


Questi emendamenti partono dalla esigenza di attenuare le rigidità proposte dal piano sosta così come presentato dalla Giunta.

1)conservare spazi nel centro storico (cs) adibiti alla sosta a disco orario gratuito. Nasce dall’esigenza di mettere a proprio agio il cittadino che deve sbrigare pratiche o fare acquisti in cs e per dare simili condizioni di accesso e concorrenza agli esercizi del cs nei confronti dei centri commerciali.

2) liberare la piazza delle Erbe dal mercato tutti i giorni valutando lo spostamento delle bancarelle lungo i corsi cittadini fino ai fittoni con un diverso arredamento urbano per rivitalizzare il cs. Messa a pagamento di tutta la piazza delle Erbe per consentire sempre un accesso possibile al cs. E’ una soluzione difficile soprattutto per la probabile ostilità degli ambulanti da sempre restii a cambiare posizione, ma avrebbe l’indubbio vantaggio di liberare un ‘area a parcheggio nel cuore della città, il pagamento poi favorirebbe il ricambio in uno dei parcheggi più grandi della città.

3) studio di fattibilità per l’utilizzo degli ex salesiani per lo sfruttamento a parcheggio della superficie e del sottosuolo che si presta ad essere utilizzato in tal senso. Occorre vi sia la disponibilità anche da parte di privati a mettere in campo un progetto per lo sfruttamento al servizio della città della grande area ex salesiani :sarebbe un ‘opportunità significativa per i residenti del cs e per l’accesso al cs stesso da parte di tutti.

4) eliminazione della gabella per residenti in cs oggi costretti a pagare 80 € per la prima macchina e 120€ per la seconda, creando un disincentivo forte alla residenza in cs , provocando insieme alle altre limitazioni il probabile abbandono della residenza in cs.

5) c’è uno sforzo per incentivare l’uso delle biciclette già ampiamente utilizzate dai faentini, occorre però adeguare tutta la segnaletica ai semafori e negli incroci tra le strade trafficate e le piste ciclabili come avviene in molte città limitrofe ove esiste una segnaletica dedicata alle biciclette.

Questo piano della sosta soffre di una contaminazione ideologica in voga negli anni ’80 in cui si voleva pedonalizzare tutto, in realtà si è visto con ciò il progressivo trasferimento di moltissime attività in periferia svuotando i cs, specialmente quelli più piccoli ove vi fosse magari un servizio di trasporto pubblico carente. Oggi , specialmente in città come Faenza che non hanno drammatici problemi di traffico o sosta, con sofferenze limitate a pochi periodi della giornata, occorre a mio avviso apportare solo piccole correzioni senza stravolgere un impianto che sostanzialmente funziona almeno per il cs. Diversa è la situazione per la periferia ove oramai è palese la carenza relativa alla circonvallazione da est a nord della città.

Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC

2 commenti:

  1. Buongiorno,
    ho letto l'articolo su La Voce del 24/02/2012 riguardante un Suo intervento a proposito del piano sosta del centro storico faentino. Approvo in pieno le Sue parole e anzi Le vorrei chiedere una cosa riguardante proprio il mistero dei soldi che non-ci-sono-poi-ci-sono: mio padre, molto più informato di me, mi ha detto che quest'anno sarebbero stati versati più di 100'000 € alla Curia (soldi dei proventi degli oneri di urbanizzazione). E' vero? Se è vero, direi che la cosa è inquietante: non vengono forniti vari servizi perchè non ci sono soldi (o così almeno si giustifica il comune) ma si regalano soldi dei cittadini alla Curia, che di certo non ha problemi economici? Mi piacerebbe avere un Suo parere al riguardo.
    Grazie

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    1. nel ringraziare per l'attenzione riguardo la mia attività politica, preciso che esiste una disposizione di legge per cui una percentuale degli oneri in oggetto devono essere destinati a sostenere progetti di conservazione o ristrutturazione del patrimonio dato dall'arte sacra; esiste infine la possibilità per le aziende di dedurre dalle tasse gli eventuali finanziamenti per la tutela del patrimonio artistico( legge Veltroni). al di là delle considerazioni contingenti la tutela del patrimonio artistico è per me condivisibile come scopo dell'amministrazione pubblica. grazie Gilberto Bucci

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